Città di Gragnano. Il Cerignola e quel tocco galeotto al 94′

Tanta rabbia e amarezza per una sconfitta immeritata. Il Gragnano esce dal San Michele con il rimpianto di un errore, l’ultimo, che ha gettato al vento un pareggio d’oro e che avrebbe dato ulteriore morale alla squadra di Rosario Campana.

Il vantaggio con Cavaliere, la rimonta e la contro-rimonta con Achaval in tuffo a beffare Abagnale. L’attenzione però si focalizza sugli ultimi rintocchi del cronometro: al 93′ e 56” quando il tempo al San Michele si è fermato assieme al fischio e l’indicazione del direttore di gara. Quella mano che indica il dischetto di fronte a Russo.

Azione partita da lontano per il Cerignola, Cavaliere intercetta male e mette in corsa Foggia. Chiariello solo a rincorrere e un tocco galeotto fuori dall’area di rigore. Il difensore ingenuo, l’attaccante d’esperienza che si butta oltre la linea appena due passi dopo, quelli necessari a oltrepassare il confine della zona rossa. Una leggera trattenuta da parte del giocatore gialloblù che vanifica un’intera partita di sacrificio e abnegazione.

Per l’arbitro è rigore. Uno di quei penalty che si fischiano oppure no, a discrezione del tempo, del tocco, dell’interpretazione e, probabilmente, anche della squadra. In quest’occasione è il Gragnano ad avere la peggio, perchè per il direttore di gara quel tocco è danno procurato al Cerignola in volata verso la porta difesa da Russo. Quanta forza ci sia in quella trattenuta in realtà lo sanno soltanto i due giocatori coinvolti, ma quel che è certo è al 97′ dal dischetto il Cerignola espugna il San Michele, dopo una partita da incorniciare da parte dei pastai.

Resta il dubbio sull’entità, ma croce su Chiariello che ingenuamente al posto di accompagnare Foggia si sbilancia in un tocco maldestro. La furbizia dell’ofantino a trarre in inganno l’arbitro, ma a parti invertite la decisione sarebbe stata uguale?

Cristina Mariano