Ciclismo. Giro d’Italia: il colombiano Chaves si aggiudica il tappone dolomitico, Kruijswijk Maglia Rosa

Pordoi, Sella (Montagna Pantani), Gardena, Campolongo, Giau e Valparola: sei vette dolomitiche che hanno cambiato le carte in tavola di un Giro d’Italia ancora apertissimo. La 14esima tappa tra Alpago e Corvara di 210 chilometri ha premiato innanzitutto un predestinato come Esteban Chaves, scalatore colombiano che, dopo tante vicissitudini fisiche, ha finalmente trovato continuità e smalto: è lui ad alzare le braccia al cielo e a volare come un colibr√¨, soprannome che si è scelto per far capire quanto sia in grado di salire in alto. La maglia rosa, poi, cambia ancora padrone e, dopo il costaricense Andrey Amador, passa sulle spalle di Steven Kruijswijk (LottoNl-Jumbo), olandese come Tom Dumoulin ma sicuramente più competitivo. In una frazione caratterizzata dalla fuga di massa dopo poche battute, da un Damiano Cunego scatenato sul Pordoi per mettere fieno in cascina per la sua maglia azzurra e dallo spagnolo David Lopez (Team Sky) capace di transitare per primo sul Sella, è un altro iberico, David Plaza, a provare lo spunto tra una rampa e l’altra. Si avvantaggia sul Gardena e transita in testa sul Campolongo ma sul Giau di fa raggiungere dal bielorisso Konstantin Siutsou e dal colombiano Darwin Atapuma. Che, sul Valparola, se ne va tutto solo, convinto di poter centrare un successo in solitaria di dimensioni epiche. E invece, dietro, la battaglia per la classifica gli rovina i piani. Vincenzo Nibali si accorge che Alejandro Valverde non va (Amador soffre e si auto-esclude) e allora, sospinto soprattutto dal fido scudiero Michele Scarponi, attacca senza troppi calcoli. Valverde si arrende subito, il campione italiano dell’Astana fa una prima selezione ma gli resta incollato Kruijswijk. Chaves risponde con brillantezza e scappa via con l’olandese, lasciando di sasso il siciliano. Il destino di Apatuma è segnato e anche l’austriaco Georg Preidler, un altro della maxi-fuga iniziale, si rimette in corsa. Dietro, Nibali comincia una vera e propria cronometro: in salita va su con il suo passo per evitare traumi maggiori, in discesa recupera ma non riesce a rientrare. La volata per la vittoria pare tutta per Preidler, ma Chaves spunta con maestria e si porta a casa il tappone, confessando poi un grande amore per il Tour. Ma anche il Giro è un suo obiettivo e non lo nasconde, Kruijswijk secondo prende anche l’abbuono e si porta al comando della classifica, con 41″ su Nibali e 1’32” sul colombiano. Per Valverde invece si fa dura, visto che ora ha 3’06” dalla maglia rosa. Domani, domenica, c’è però un altro appuntamento che potrebbe far saltare il banco: la cronoscalata individuale di 10,8 chilometri con partenza da Castelrotto ed arrivo ad Alpe di Siusi. Un test decisivo per mettere ulteriormente in luce chi ha davvero i numeri per poter far festa sino a Torino e chi invece non ha le gambe giuste per tenere il ritmo.

Fonte ItalPress.com