EDITORIALE – Che bello che fu…tsal

Come in politica il ridimensionamento dei grandi partiti è notizia scialba e obsoleta, anche nel futsal si celebrano i funerali dei sodalizi storici.

Nascono i governi di larghe intese. Presidenti cos√¨ diversi tra loro, sembrano capaci di abbattere, con un semplice schiocco di dita, barriere ideologiche ed economiche nel nome di un fantomatico corporativismo che altro non è che un reale disagio economico- organizzativo.

E poi ci sono gli ostinati “grillini” del calcio a 5, decisi a continuare soli contro tutti e tutto incuranti delle regole del sistema e pronti a perire come Sansone e i Filistei.

Un panorama futuro incerto e poco rassicurante in cui tutti, sotto la bandiera della più esaltante democrazia, si dilettano a proclamare editti e dispensare pillole di sapere. Ma il rischio di perdere tutto, di quel poco che è rimasto, c’è ed è sotto gli occhi di tutti.

Gli addetti ai lavori sembrano stanchi e demotivati e gli stessi organi di informazione anche loro stufi di assistere all’affascinante spettacolo delle bolle di sapone, sembrano ormai più dediti al gossip che alla vecchia e sana informazione sportiva.

Non so se i tempi sono cambiati o se la favola del brutto anatroccolo sia stata riscritta al contrario. Che bello che fu…tsal