6 aprile 2014. Una data storica che la Casertana ed il suo grande e caloroso popolo rossoblù tiene custodita tuttora gelosamente nel proprio cuore. Sono passati sei anni dal quel fatidico e glorioso giorno per la società campana. Un giorno dove la Casertana, allora capeggiata dal presidente Giovanni Lombardi (2013-2015), conquistava con grande merito la promozione in Serie C da più di vent’anni dall’ultima partecipazione, risalente alla stagione 1992/1993. Quella grande cavalcata per i falchetti nella Seconda Divisione della Lega Pro fu al quanto impeccabile. Una promozione che arrivò al culmine di una marcia storica. Basti pensare ai ben 19 risultati utili consecutivi raccolti in quella stagione.
La Casertana, ai tempi guidata da mister Guido Ugolotti, ottenne la Serie C unica con ben tre giornate di anticipo. A regalare l’aritmetica promozione e a far tingere il cielo di rossoblù, fu il pari casalingo contro il Melfi. Un pareggio che bastò alla Casertana per dare vita ad una interminabile festa in tutta la città. I falchetti si piazzarono in seconda posizione, ad un passo dal titolo. Infatti, ironia della sorte, a laurearsi campione del girone B fu il Messina con 57 punti, gli stessi ottenuti dai rossoblù nell’arco della stagione. A beffare i campani fu la differenza reti.
A fare un salto nel passato e quindi a ricordare quella gloriosa stagione è stato una vecchia conoscenza del popolo rossoblù, uno dei grandi protagonisti di quella promozione, Lucas Correa. Il centrocampista argentino, adesso in forza al Castidas (Eccellenza/Sardegna), ha rievocato quei vecchi ricordi proprio in una diretta Facebook allestita nella giornata di ieri dalla stessa Casertana: “Sono tanti i ricordi che ho di quella grandissima giornata. Riportare la Casertana e il popolo rossoblù nel calcio che conta è stata una grande soddisfazione. A Caserta, seppur per una sola stagione, ho condiviso l’esperienza con grandi compagni e persone serie. L’avventura in rossoblù mi rimarrà per sempre nel cuore. Oltre al campo, ho avuto la possibilità di vivermi a pieno la città che è stupenda. Dopo quella stagione sono dovuto tornare in Argentina a causa di problemi familiari e quindi non ho avuto la possibilità di rimanere. Avevo voglio continuare in maglia rossoblù, tanto e vero che avevo ancora un altro anno di contratto, e giocare in un campionato ambizioso come la C-1. In quel momento, però, ho dovuto fare delle scelte e mettere in primo piano la mia famiglia. La super punizione realizzata contro il Lamezia? Non ho avuto tante opportunità di calciare tante punzoni, ma uno dei pochi gol che ho fatto è arrivato proprio in quella gara, dove tra l’altro perdemmo interrompendo la striscia di 19 risultati utili. Quell’anno eravamo una grande squadra. La nostra forza non era il singolo, bensì il gruppo. Eravamo una rosa coesa e facevamo delle nostra arma principale il collettivo. I complimenti dei tifosi? Fa piacere ricevere attestati di stima. Ho dato il 100% con la maglia rossoblù. Essere amato dai tifosi nonostante i tanti anni trascorsi da quella stagione mi fa molto piacere. Tornare a Caserta? Perché no. Sono rimasto molto legato alla città e al popolo casertano. A confermare questo è l’ultimo tatuaggio che ho stampato sulla pelle sono proprio le coordinate geografiche di Caserta. Ho tatuato sulla pelle tutte le città in cui ho vissuto e con le quali ho collezionato ottimi ricordi. Giocare con indossi in colori della Casertana è stato un onore. La città vive di calcio, ogni domenica i tifosi ci facevano sentire il proprio calore. Ho dato tutto me stesso per questa maglia. Quell’anno non iniziammo bene, però, il cambio di allenatore ci diede la possibilità di invertire la tendenza. Grazie alla forza del gruppo riuscimmo a fare una grande stagione. Non era facile fare quella fatidica cavalcata. A quel tempo c’erano squadra come Messina, Teramo e tanti altri. Era un campionato molto competitivo. Nonostante tutto riuscimmo a fare una grande stagione. Eravamo una squadra completa. In campo, ovunque mi giravo trovavo un giocatore dalle grandi qualità. La festa dopo il pari con il Melfi? Fu una cosa bellissima. Sapevamo di quanto fosse importante la C per una città come Caserta e per i tifosi rossoblù. È stata una grande festa”.
Nunzio Marrazzo




