Casertana. La verità di Corvino: “So chi mi voleva far fuori, ma il calcio a Caserta Sparirà”

Ha il cuore spezzato Pasquale Corvino, ex patron della Casertana. Diversi ribaltoni societari hanno portato l’imprenditore casertano prima al vertice della società e poi fuori dal progetto. Si parlava qualche giorno fa di una presunta incomprensione con gli altri soci, Corvino oggi ci spiega in esclusiva la sua verità: Capire cosa è successo è molto semplice. Avevo ottenuto la maggioranza della Casertana grazie al 52% delle quote. Lo statuto della società, tuttavia, prevede che un aumento di capitale, la convocazione di un’assemblea oppure l’approvazione di un bilancio si possa fare solo con il 67% delle quote, quindi ho cercato di rilevare anche quelle degli altri soci, Conte, Palomba e Tilia. A loro avevo offerto di acquistare la loro parte ad un prezzo maggiore coprendo le loro spese, oltre ai debiti della società. Li avevo convocati stasera alle 19 tramite mail da un notaio, ma non si sono presentati. Faccio qualche cifra: per la maggioranza ero pronto ad offrire 200.000 euro a Tilia e 60.000 euro agli altri soci, coprendo perlopiù anche le loro spese, oltre a 316mila euro per gli stipendi dei calciatori relativi al 15 ottobre. Più di mandare una pec oltre a svariate telefonate senza risposta cosa potevo fare?. L’ex patron sospetta, inoltre, che qualche personaggio molto vicino alla Casertana abbia deciso di farlo fuori: Sospetto di Carlo Salomone, che ha un’agenzia di pubblicità vicina alla Casertana. Lui vende il marchio Casertana ed incassa dagli sponsor, decidendo lui quanto destinare alla sua azienda e quanto lasciare alla società. Una situazione che poco spazio lascia alla chiarezza, con me alla dirigenza questi presupposti non si sarebbero creati. Forse è per questo che io sia stato fatto fuori a vantaggio di un altro, più congeniale ai suoi interessi. Sono addolorato, perch√© da sette anni ho investito nella squadra della mia città, ricavandone solo dispiaceri. Non si ferma qui lo spirito d’iniziativa di Corvino, deciso di puntare al Real Albanova: Ho accettato di sposare il progetto in quanto società di Casal di Principe, città di mio padre. E’ stato lui a chiedermi di aiutare questa squadra. Sono pronto a costruire quanto non mi è stato permesso di fare a Caserta. La chiusura finale è una frecciata alla nuova Casertana, accompagnata da una previsione: Spero di sbagliarmi, perch√© la Casertana è la squadra della mia città ed auguro ad essa ogni bene: secondo me Conte, Tilia, Palomba e Carlo Salomone saranno coloro che distruggeranno il calcio a Caserta. Hanno deciso di agire diversamente per garantire una boccata d’aria fresca alla società con qualche soldo in più, ma tempo dicembre e troveranno le stesse difficoltà di prima. Che dire? Lo scopriremo solo vivendo.

Antonio De Rosa per SportCampania

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