Calcioscommesse Avellino. Ora parla la società

Dal pomeriggio di ieri, in seguito alla notizia dello scandalo scommesse che coinvolge l’Avellino e alcune partite della stessa società giocate nella stagione 2013/2014, rimbalzano sui giornali supposizioni e sospetti.

Già ieri sera, il Presidente Walter Taccone è intervenuto telefonicamente a SortChannel, si è detto disgustato da quanto emerso nelle scorse ore. Inoltre ha annunciato sia un eventuale procedimento dichiarando l’Avellino parte lesa sia un’eventuale addio al mondo del calcio nel caso in cui la giustizia sportiva considerasse la squadra biancoverde responsabile e quindi sentenziasse una penalizzazione. La questione, infatti, per il sodalizio irpino pare complicarsi di ora in ora. Stefano Palazzi, il Procuratore, sta per avviare un’inchiesta per un nuovo filone di calcioscommesse. In base a quanto emerso fino a ieri sera, per gli irpini il rischio sarebbe quello di un’imputazione per responsabilità oggettiva.

La Figc ha diramato un comunicato ufficiale nel quale si rende pubblica la posizione del PM:

In relazione all’indagine condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che questa mattina ha portato ad una serie di arresti per l’attività illecita di scommesse su partite di Serie B, il Procuratore Federale Stefano Palazzi ha preso contatto con il Procuratore aggiunto Filippo Beatrice ricevendo la piena disponibilità alla trasmissione degli atti allo stato delle indagini. Nelle prossime ore sarà formalmente aperta un’inchiesta della Procura federale sul caso e nei prossimi giorni verrà disposto il ritiro degli atti dalla Dda di Napoli.

Però, secondo quanto riportato in serata, ieri, e nella mattinata di oggi, sembrerebbe che oltre ai già citati Armando Izzo, Francesco Milesi e Maurizio Peccarisi, ci sarebbero anche altri calciatori coinvolti. Questo ha causato l’immediata reazione dei diretti interessati sia la furia della società.

Ricapitolando. Dalla pubblicazione dell’interrogatorio di Accurso si evincerebbe il coinvolgimento anche di Fabio Pisacane, poi accantonato perch√© considerato una minaccia. Pisacane, si ricorda, nel 2012 denunciò il sistema di Calcioscommesse dando il via a quella indagine che prese poi il nome di Last Bet. Oltre al terzino attualmente in forze al Cagliari, comparirebbero i nomi di Seculin, Mariano Arini e Gigi Castaldo. Ognuno di loro ha una responsabilità diversa e un ruolo differente. Il portiere, sempre secondo quanto dichiarato dal pentito, avrebbe ricevuto delle minacce da parte di Gigi Castaldo per essersi rifiutato di agevolare il gol del Modena nella partita incriminata. Il numero dieci di Giugliano, inoltre, viene chiamato in causa per essere stato d’accordo a combinare anche altre partite. Infine il centrocampista Arini avrebbe ricevuto una proposta da parte di Milesi, che dopo un incontro nel suo appartamento di Altripalda, gli avrebbe mostrato i soldi che avrebbe ricevuto nel caso di fosse unito al sistema illecito di combine. Il centrocampista avrebbe rifiutato e riferito tutto alla società che nella nottata avrebbe allontanato Milesi dalla rosa.

A queste illazioni tutti i protagonisti prendono la parola. Gigi Castaldo con un post sul suo profilo Instagram si dice schifato da quanto dichiarato da Accurso. In particolare

gigicastaldo10 √à tutto uno schifo quello che si legge ….il mio motto è stato e sarà sempre che chi ha sbagliato dovrà pagare ma non con uno o due anni di squalifica bens√¨ squalifica a vita fuori da questo mondo…mi auguro che non ci sia niente di vero o almeno non tutto si dice prima uomini e poi calciatori io lo sono sempre stato è ho cercato di dare sempre l’esempio ovunque sono stato anche nella vita non solo nel calcio…..adesso se ne diranno tante ma una cosa è certa amo il calcio pulito ma soprattutto amo guardare in faccia alla mia famiglia ho dei valori che vanno al d√¨ sopra dell’essere umano…😘😘

Come lui anche lo stesso Izzo, tirato in mezzo in qualità di parente dei capi del clan Accurso, si dichiara estraneo a tutto, sottolineando come in quelle ultime partite non avesse giocato e quindi non avrebbe potuto in alcun modo combinare il risultato. Accurso, però, spiega che nonostante la sua assenza sul campo da calcio, assieme a Millesi ed al coinvolgimento di Peccarisi e di altri compagni l’illecito fosse reso possibile.

Anche Arini ci tiene a chiarire la sua posizione e in seguito a quanto trapelato in mattinata dichiara:

“Ho appreso, questa mattina, attraverso organi di informazione, l’ipotesi di un’offerta a me fatta da miei ex compagni di squadra per l’alterazione di risultati di alcune partite relative alla stagione 2013/2014. Detta offerta, inoltre, sarebbe stata da me rifiutata, con immediato interessamento della società sportiva presso la quale giocavo. Nego con assoluta fermezza di aver mai ricevuto offerte di quel tipo. Chi conosce il mio comportamento ed i valori in cui credo, mai si sarebbe permesso di avviare un discorso del genere con il sottoscritto che allontana con fermezza qualsiasi tipo di coinvolgimento con questa vicenda”.

In seguito a quanto accaduto e pubblicato, quindi, la società qualche minuto fa ha deciso di prendere parte alla questione parlando ufficialmente. Tramite il proprio profilo ufficiale, infatti, ha diramato un comunicato stampa nel quale in un certo senso smentisce quanto apparso su vari organi di informazione nel corso delle ore.

L’U.S. Avellino, in riferimento alle notizie apparse nelle ultime ore su alcuni organi di informazione, relativamente alla vicenda oggetto di indagini da parte della Dda di Napoli, intende respingere ogni tentativo di destabilizzazione basato su illazioni destituite di ogni fondamento.

Questa società ‚Äì che si riserva il diritto di adire le vie legali nei confronti di chiunque riporti circostanze e notizie non veritiere – non consente nella maniera più assoluta di tirare in ballo la correttezza e la professionalità dei propri calciatori, mettendo in discussione l’integrità morale di atleti, attuali tesserati dell’Avellino, non indagati ma soprattutto mai coinvolti nelle indagini se non attraverso fantasiose ricostruzioni mediatiche.

Cristina Mariano