È stato tra i protagonisti del salto in Eccellenza della Sibilla Bacoli, guidando la squadra a suon di parate decisive in una stagione che resterà impressa nei ricordi dei tifosi. Alle sue spalle ci sono già altri due campionati vinti, entrambi culminati con il salto di categoria in Serie D: prima con il Savoia, poi con il Corigliano. Un curriculum di tutto rispetto, che racconta di un portiere capace di incidere davvero sulle sorti delle squadre in cui ha militato. Eppure, Antonio D’Aquino, estremo difensore classe 1999 di Castellammare di Stabia, si ritrova incredibilmente ancora senza squadra.
Un paradosso, in un calcio dilettantistico che sempre più spesso sembra ignorare la meritocrazia, dando spazio a scelte di natura economica o di convenienza, piuttosto che al reale valore espresso sul campo. Non che le offerte per l’ex Pomigliano manchino: il suo nome figura da settimane sul taccuino di numerose società di Promozione, pronte a garantirgli un ruolo da protagonista. Tra queste, sembra stia seguendo con particolare interesse la sua situazione il nuovo corso dell’Agropoli, club ambizioso e determinato a costruire un organico di alto profilo.
Eppure, il numero uno stabiese non vuole affrettare i tempi. L’obiettivo è chiaro: tornare a calcare i campi dell’Eccellenza, una categoria che conosce alla perfezione e che ha già affrontato “a occhi chiusi” e che meriterebbe per quanto dimostrato negli anni. Al momento D’Aquino attende, continuandosi ad allenatore con gli svincolati dell’Equipe Campania, in attesa della chiamata giusta per indossare nuovamente i guanti e volare da un palo all’altro.





