In piena settimana santa, ma soprattutto sempre più vicini al giorno X, quello del bilancio sportivo per capire se e quando ci saranno le condizioni di ripartire, sembrano aumentare le ipotesi di sospensione definitiva dei campionati dilettantistici. Non una soluzione facile, neanche particolarmente accettata, ma mater artium necessitas dicevano i nostri avi. Allora bisogna iniziare a pensare al minore dei danni.
Come detto, però, non si tratta di un’opinione diffusa. La spaccatura è ancora ampia tra chi vorrebbe riprendere anche in estate, compresi i calciatori (LEGGI QUI), e chi invece si sposta sulla sponda del “se non si può si premino le prime”. (LEGGI QUI). Tra questi c’è il direttore sportivo del Formia, Pierangelo Romano. Un giovane dirigente che ha mosso i primi passi nel mondo del calcio con il Granata, in Serie D, poi ad inizio stagione l’esperienza a Gragnano e ora il Lazio, con l’Eccellenza a Formia.
“Comanda il virus sia chiaro -esordisce il direttore sportivo del Formia Pierangelo Romano– ma si devono finire i campionati a qualunque costo. Sto sentendo tantissime ipotesi sul possibile annullamento della stagione in corso ma questa non è una soluzione. Non completando la regoular season non solo si condizionerebbe la stagione in corso, ma i veri problemi li avremo nell’anno calcistico 2020-2021″.
Il giovane diesse spiega la sua motivazione: “Ormai le società di calcio sono aziende a tutti gli effetti,ci sono molte squadre in D che in un anno spendono 700 mila euro. Se la stagione non si porta al termine molti sponsor verranno meno e di conseguenza si creeranno danni all’intero sistema.La mia soluzione? Finire anche la stagione nell’anno solare se ci dovessero essere problemi. Ma finirla. In caso contrario l’anno prossimo scomparirà mezza Serie C e in quarta serie a metà stagione prossima saranno tutti con le ossa rotte”.
Non solo il presente, ma uno sguardo ottimistico verso il futuro: “Per il futuro avevo sentito varie squadre di D e preso un accordo di massima con una, ma si deve attendere la fine dell’emergenza e vedere come ne usciamo tutti”.




