Calciatore morto, l’invenzione di una squadra dilettantistica irlandese

Il mondo è spesso teatro di accadimenti curiosi che investono i più svariati ambiti della vita di tutti i giorni, ed il mondo dello sport non fa eccezione. Spesso i mezzi di comunicazione sono veicolo di notizie assai curiose, talune anche inverosimili. Una di queste pazze notizie,  giunge dall’Irlanda, dal campionato dilettantistico nazionale dello scorso anno,  ed ha come protagonista la squadra del Ballybrack FC, compagine finita sotto i riflettori per aver finto la morte di uno dei suoi tesserati, udite, udite, per poter posticipare una gara di Senior League.

Ma andiamo con ordine. I protagonisti della nostra storia avrebbero dovuto disputare una partita di campionato contro la squadra dell’Arklow Town. Nei giorni antecedenti al match, la dirigenza del club giallo-nero, ha messo in circolazione la notizia che uno dei suoi tesserati, il calciatore Fernando Nuno la Fuente, era stato vittima di un incidente fatale. La Lega si dimostra colpita dalla notizia, concede il rinvio della gara e da disposizioni affinché venga osservato un minuto di silenzio prima di tutte le altre gare della giornata. Molti calciatori decidono, poi, di indossare il lutto al braccio in onore dello sfortunato calciatore. I club rivali esprimono il loro cordoglio attraverso i social. Fino a qui nulla di strano. Se non fosse, appunto, che si tratta di una farsa. La verità viene a galla nel momento in cui i funzionari della Lega, per offrire aiuto e sostegno, interpellano la società con la richiesta di ottenere un contatto per raggiungere la famiglia dello sfortunato atleta. La risposta dei dirigenti suona subito strana: il calciatore è già stato sepolto in Spagna, sua patria natale. Qualcosa non torna, è intercorso troppo poco tempo dalla presunta morte. Seguono le indagini di rito e viene alla luce il fatto che il calciatore è semplicemente rientrato a casa.

Da qui le scuse e le successive dimissioni del segretario del club. Anche se non risulta ancora essere chiaro di chi fosse stata l’idea di inventare la bugia.

Il protagonista della vicenda, una volta raggiunto dai giornalisti, giustificherà l’accaduto dichiarando che il motivo del desiderio di rinviare la gara fu di tipo prettamente logistico, in quanto la maggior parte dei tesserati della squadra (non essendo professionisti) avrebbero avuto problemi a scendere in campo quel giorno causa lavoro.

Giovanni Tafuto