Benevento. Il ds Foggia: De Zerbi? Abbiamo un rapporto eccezionale

Il direttore sportivo del Benevento, Pasquale Foggia, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul tecnico sannita, Roberto De Zerbi, a margine della trasmissione Ottogol: “Il futuro di De Zerbi? Non voglio che diventi un tormentone. Abbiamo un rapporto eccezionale e ci confrontiamo ogni giorno. Quando arriverà il momento vedremo il da farsi. Apprezzo molto il lavoro che sta compiendo insieme al suo staff. E’ un uomo vero e questo è un suo grande pregio. Se resterà? Spero di s√¨ perch√© a Benevento c’è la possibilità di fare qualcosa di importante. La società deve costruire già in maniera autonoma, altrimenti diverremmo schiavi degli allenatori. Con De Zerbi parliamo di tutto perch√© c’è la volontà di tenerlo ancora con noi.

Foggia prosegue: Guardo al presente e dico che questa è una squadra importante. A oggi ci rispettano tutti, basta leggere le dichiarazioni degli avversari quando devono incontrarci. Tutto questo grazie a una società che a gennaio ha avuto il coraggio di rivoluzionare la squadra, nonostante la classifica. L’allenatore ha delle idee importanti e il pubblico ci è sempre vicino. Questi elementi sono fondamentali perch√© incidono tanto sulla testa del lavoro quotidiano. Dispiace per come sono andate le cose, ma siamo orgogliosi di poterci giocare la serie A fino alla fine a testa alta, anche perch√© questo ci darà la forza per ripartire in maniera giusta. Abbiamo tutti voglia di riassaporare ciò che stiamo vivendo. In serie B non sarà semplice perch√© è un campionato ricco di insidie e sicuramente avremo modo di dire la nostra. Cosa mi ha sorpreso? Vedere la gente cantare con i nostri calciatori a fine partita è stato da incorniciare e credo che in Italia non sia mai accaduto prima. Ho provato una bella emozione. Il ruolo di ds? Sono contentissimo. Ringrazio la famiglia Vigorito per la grande opportunità. Mi sento un privilegiato e darò tutto me stesso per contribuire a qualcosa d’importante. Ho smesso di giocare a trent’anni perch√© non mi sentivo più di poter dare ciò che si aspettavano da me, rinunciando anche a cifre importanti. E’ vero, sono giovane, ma non è l’età a fare la differenza. Vivo di calcio da venti anni e conosco le varie dinamiche. Non sono preoccupato perch√© non mi sento alla prima esperienza.