Basket. Scafati esorcizza il fantasma di David Hawkins

GIVOVA SCAFATI – VIRTUS ROMA 83-78

Ci sono degli spettri anticonformisti, che si distinguono dai loro colleghi per le scelte delle location da infestare, non optano per le case abbandonate o i vecchi castelli lasciati in eredità da parenti lontani, ma si accasano in stadi e palazzetti. Dal 7 dicembre 2006, sul parquet del PalaMangano, aleggia ancora lo spirito di David Hawkins che, con 28 punti all’attivo e con l’aiuto del più forte cestista europeo di sempre Dejan Bodiroga (che ne mise a segno 19), permise alla Virtus Roma di battere Scafati dopo un supplementare. Quando oggi la squadra giallorossa è venuta a dare del filo da torcere a Lawrence e company, ai tifosi di lunga data saranno sicuramente tornate in mente le scene di quell’over-time.

CENTO VOLTE CROW – Prima del match il capitano della Givova Scafati Nicholas Crow festeggia la centesima presenza in gialloblu ricevendo dal presidente Longobardi la maglia celebrativa. Un altro tassello di una storia gloriosa.

TUTTI IN CORO ‚Äì Mentre gli ultras dalla gradinata Lamanna intonano i cori in favore della squadra gialloblu allo stesso modo la Perdichizzi-band si muove come un’unica orchestra sul parquet, quantomeno per quel che concerne la fase offensiva, senza nessuna prima voce, ma con la concreta collaborazione di tutti. Nei primi dieci minuti di gioco, infatti, sono ben sei i giocatori della Givova che vanno a referto, Lawrence, Sherrod, Santiangeli, Spizzichini, Ranuzzi e Ammannato, contribuendo a creare il primo mini vantaggio di 5 punti alla prima sirena (24-19).

LAWRENCE ALZA LA VOCE – Nel secondo quarto sale in cattedra il numero 4 della Givova Andrew Lawrence, uno dei più in forma dal suo arrivo, e raggiungendo la doppia cifra permette a Scafati di trovare un primo strappo: Roma non tiene il passo e con la tripla di Crow a 4’07” dall’intervallo lungo arriva il massimo vantaggio di 13 lunghezze (42-29), ritoccato poi con l’appoggio al vetro di Spizzichini. Sbatte sul ferro, invece, la conclusione allo scadere di Parente, numero 30 della compagine capitolina, e le due squadre vanno all’intervallo lungo sul punteggio di 50-41.

INCUBI CAPITOLINI ‚Äì Ma al rientro dagli spogliatoi Scafati perde ogni certezza costruita nei primi 20 minuti e la Virtus confeziona la rimonta: i 5 punti di Parente valgono il momentaneo pareggio, la tripla di Baldasso il sorpasso giallorosso, mentre dall’altro lato del campo ci pensa Spizzichini a interrompere il parziale ospite, mentre la tripla di Lawrence vale il nuovo pareggio (57-57). Roma c’è e si vede, ma i 4 punti di Ranuzzi nell’ultimo minuto della terza frazione riportano nuovamente i padroni di casa avanti di un punto (63-62).

ESORCISMO – Lo spettro di Hawkins torna prepotentemente a manifestarsi sul parquet del PalaMangano, con Roma che continua a credere al colpaccio con il rientro di Thomas (rimasto fuori dolorante nel secondo quarto) e le triple di Chessa. Scafati risponde con il canestro dal perimetro di Santiangeli e poi con i liberi dello stesso numero 33 che permettono ai padroni di casa di tenere il passo e un lieve vantaggio(76-74 a due minuti dallo scadere). Nella giostra dei liberi fanno 1 /2 sia Sherrod che Thomas, ma i due canestri di Ranuzzi e Spizzichini riportano Scafati a + 6 a 32” secondi dal termine, mandando in visibilio il PalaMangano (81-75). La tripla di Chessa a 21” dalla sinera riporta i giallorossi a un solo possesso di distacco, ma il tiro libero di Lawrence, il rimbalzo offensivo di Ranuzzi e il successivo 1/2 di Santiangeli valgono l’esorcismo completo. Il fantasma di Hawkins e il ricordo di Bodiroga restano nella memoria ma non aleggiano più nel PalaMangano, e con loro anche tutti gli incubi capitolini.

Pasquale Formisano