Avetrana. Il tecnico battipagliese Viscido: “Ecco come ho risollevato le sorti della squadra”

Impresa sportiva in quel di Avetrana per mano di un allenatore campano, battipagliese nello specifico, molto conosciuto nella regione Felix. Si tratta di Gerardo Viscido. Arrivato il 14 dicembre 2016 in terra pugliese ha preso in carico l’Avetrana, squadra militante nell’Eccellenza Puglia, che non navigava certo in acque tranquille. Infatti a quota 10 punti a pari merito con l’Hellas Taranto, la squadra tarantina ha concluso il campionato posizionandosi al 7¬∞ posto in classifica con due lunghezze di ritardo dalla zona play-off.

Un vero e proprio miracolo sportivo dell’ex Campania e Battipagliese, che si è rimesso in gioco dopo quasi un anno e mezzo di stop, dopo l’esperienza negativa con il Campania nel 2015.

Esordio con sconfitta a quattro giorni dal suo arrivo in Puglia, contro l’Otranto per poi risollevare le sorti della squadra e creare una vera e propria corazzata. La nostra redazione ha contattato telefonicamente Gerardo Viscido, che in esclusiva per la nostra redazione ha raccontato la sua impresa: “E’ stata un’annata iniziata non in maniera semplice. Sono arrivato il 14 dicembre e la sconfitta con l’Otranto non la sento talmente prima, essendo arrivato appena giorni prima e non ho avuto il tempo per lavorare bene -esordisce per poi continuare- C’è stato un mese di rodaggio. Ho portato delle idee nuove, dei cambiamenti nel metodo e nel tempo di lavoro. La squadra voleva allenarsi di sera per comodità e anche per questioni lavorative di alcuni giocatori. E stato molto complicato stravolgere queste abitudini. Poi piano piano siamo riusciti ad ingranare. Ho lavorato sulle metodologia, ma soprattutto sulla mentalità. La squadra aveva delle qualità, ma mancava la fiducia e l’autostima. Prima di accettare questa sfida ho guardato rosa e punteggio e mi sono accorto che 10 punti erano pochi per il potenziale della rosa. Ho iniziato con il 4-4-2, poi con l’arrivo di Amabile, un portiere over, di un difensore centrale La Rosa e Ligorio siamo passati al 3-5-2. Ho cambiato qualche ruolo, ho spostato da difensore centrale a esterno destro. Era un classe ’98. Ho spostato un altro difensore centrale a fare il mediano. Sono stato bravo o forse fortunato, forse entrambe. Diciamo che le cose hanno iniziato a girare bene. Un mio merito è quello di aver portato delle idee nuove, ma il merito per quanto fatto è sicuramente il risultato dell’unità di intenti tra Società, Staff e giocatori. Da solo non avrei potuto fare nulla”. Ogni successo ha un segreto: “Il mio segreto? Non lo so, sicuramente posso dire che le mie idee hanno riportato la lucidità e la lucentezza a questi ragazzi. Ho optato per un mercato mirato, ho fatto prendere un portiere esperto, un difensore e un centrocampista. Ho rinunciato a prendere un centrocampista importate e mi sono affidato a chi c’era. Alcuni sono andati via, la dirigenza voleva andare via e rinunciare a tutto dopo la sconfitta contro l’Otranto ed invece li ho convinti a darmi fiducia. Il lavoro più importante l’ho fatto sulla testa. Il mio scopo principale era quello di dare continuità di risultati e dopo l’esordio, le sconfitte immeritate contro Bitonto ed Altamura posso dire di aver creato una squadra imbattuta per nove giornate. Ci temevano e questo era importante. Con il tempo si è creata l’alchimia giusta per fare bene: fiducia, lavoro tattico, mentalità, fiducia da parte dei dirigenti e il riavvicinamento dei tifosi hanno favorito al termine della stagione positivo. Non ci credeva nessuno, nessuno avrebbe scommesso su di noi e invece…il mio merito più grande è averci creduto”.

Un sguardo al futuro della squadra e del tecnico: “La società vorrà sicuramente continuare. Devono riuscire a creare una continuità societaria e dare una maggiore solidità ed organizzazione. Purtroppo molti lavorano e quindi non sono sempre sul territorio. Credo che anche l’ingresso di altri soci potrebbe aiutarli a fare bene. Il passaggio dalla Promozione all’Eccellenza ha creato qualche problema, ma poi è andato tutto per il meglio. Con qualche piccolo accorgimento credo che la società possa considerare l’Eccellenza come una Serie A, puntare ai play-off o più in alto. Alcuni dirigenti già ne parlavano di puntare ai play-off per la prossima annata. Per quel che riguarda me invece, ho già detto che non continuerò. E una questione logistica e lavorativa. Ci sono molte cose da valutare a guardare. Il calcio è una passione però non posso fare 10 mesi facendo il pendolare da Battipaglia. Accettare questa proposta per me è stato un riscatto personale. Nel corso della mia carriera ho raggiunto dei traguardi importanti ma dopo il Campania sono rimasto fermo per un anno e mezzo circa. Era per dare dimostrazione a tutti e a me stesso che so ancora fare l’allenatore. Purtroppo in Campania non riesco a trovare spazio, per allenato son dovuto venire in Puglia”.

Cristina Mariano