Avellino sterile, a tratti bello da vedere, ma che nella sostanza si fa male da solo. Prima un autogol, poi nonostante l’inferiorità numerica due errori mastodontici nel centrocampo, contropiede e gol del Palermo, che al posto di tremare si porta a casa tre punti e tre gol.
Ci ritroviamo a commentare ancora una volta una partita che mette in evidenza solo a metà i pregi di questa squadra e che non frutta, forse, quanto potrebbe. Al Partenio-Lombardi si è vista una vera e propria disfatta della squadra di Novellino. Tanta contestazione nel post-gara, Una tifoseria insoddisfatta ed in fondo, con quale torto?
Probabilmente contestare, però, Novellino va al di là di quanto effettivamente la tifoseria abbia ragione. Il tecnico , non esente a colpe, ha cercato a partita in corso di mettere la miglior formazione. In parte ci è riuscito. Nel secondo tempo, infatti, la squadra ha macinato tanto gioco, ma è riuscito a creare davvero poche occasioni da gol nonostante i tanti tiri nell’area. Posavec e la retroguardia rosanero hanno fatto il resto, tranne che sul tiro di Asencio nei minuti finali.
Con il fresco ricordo della rimonta dell’Empoli contro il Frosinone nel posticipo del venerd√¨ nei minuti di recupero, gli irpini ci hanno provato, ma non sono riusciti a centrale la porta. Ed è proprio questo il reale problema di questa squadra.
Urgono rinforzi, nonostante il mercato sia ancora lontano un mese e qualche giorno, Ardemagni, come già detto, sembra un turista per caso. Ci prova, ma è troppo leggera la sua presenza in mezzo al campo. Castaldo è quello che maggiormente lotta, ma è più foga ce tecnica quella che si vede in mezzo al campo ed arrivano i fischi.
Quel che fa più rabbia, però, tra quel che è stato visto nella sfida di ieri è stata la superficialità a centrocampo in fase di impostazione. Due errori che hanno portato ai gol, in contropiede, proprio mentre il resto della squadra era l√¨ a pressare senza permettere ai palermitani di uscire dalla trequarti.
Palermo, una squadra importante, che meritatamente si trova sulla vetta della classifica, ma quei 44′ di possesso palla lasciano un’amarezza ed una rabbia che la tifoseria trasforma in contestazione e fischi.
Cristina Mariano




