Sembra proprio che l’Avellino sia caduto in una sorta di lieve crisi, probabilmente fisiologica, il che sarebbe anche normale data la lunghezza del campionato e dato il fatto che difficilmente si vedono facce nuove. Ancora una volta i Lupi escono dal campo, questa volta quello del Vicenza, con un magro risultato, ma anche con una magra consolazione. Non si sono subiti gol: un passo in avanti visti i quattro, discussi, con il Novara degli ex Evacuo e Galabinov e l’ultimo gol di Maniero della scorsa settimana.
Con il Vicenza di Pasquale Marino, però, i ragazzi di Tesser hanno fatto riassaporare quel dolce gusto di grinta a cui aveva abituato dopo il brutale crollo a Trapani e che si è persa dopo la sosta di gennaio. Nelle prime settimane era pensabile ad un riassesto della squadra: due settimane fermi e poi a tutta birra potrebbe sembrare un po’ pesante, ma il digiuno da vittorie è proseguito, prosegue. Questa per l’Avellino è la quarta partita senza vittoria, ma almeno si è rivista l’anima. Un primo imbarazzo di fronte ad una formazione che è partita forte, poi confidenza presa e via con gli attacchi a Vigorito che si è difeso molto bene, anzi egregiamente almeno in due occasioni. Vicenza che realmente ha messo in pericolo Frattali davvero poche volte. Due episodi dubbi, però, pendono come una spada sulla difesa irpina, che ha rischiato di vedersi fischiare contro due rigori, uno per tempo. Nonostante la buona volontà degli undici in campo e poi degli altri tre subentrati, non bisogna dimenticare che il Vicenza ha rischiato di fare male con dei contropiedi, gli stessi che hanno fatto male in occasione della partita col Novara e della Salernitana nella prima di campionato. Disequilibrio. Una lacuna che Tesser non riesce a colmare, probabilmente anche a causa della sua fissazione di non adattarsi alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione, a causa del fatto che continua a ignorare giocatori, che forse non eccellono, ma che potrebbero essere utili alla causa. Un esempio è Nica, chiamato in causa come subentrato due volte nelle ultime partite. Il suo apporto è stato utile per dare sveltezza alla manovra di attacco sfruttando le fasce. Un po’ tanto falloso, ma il fallo fa parte del gioco, in fondo. Un altro esempio riguarda la linea centrale della difesa: ora è arrivato Migliorini, eppure nonostante abbia dimostrato grande personalità in campo, ha vestito la maglia da titolare sono in occasione della sconfitta contro il Cagliari, nella quale, tra l’altro, ha sfiorato il gol di testa per due volte. Lo stesso dicasi per Rea, che comunque non sta passando un periodo brillantissimo a causa dei continui infortuni. In sostanza ancora si aspetta di vedere cosa frutterà dalla coppia Biraschi-Miglioni come centrali difensivi di grande personalità. Ci siamo però abituati a vedere Jidayi sacrificarsi in quel ruolo, a lui congeniale, ma nel quale fa visibilmente fatica in alcune occasioni. Insomma le risorse non mancano, cos√¨ come non mancano le preferenze di Tesser, come per ogni allenatore. Il vero problema è che a tratti la squadra, almeno in quest’ultima partita, molto disorganizzata. Alcuni giocatori si vanno a sovrapporre ai compagni, non lasciando spazi per il passaggio a terra o permettendo molto facilmente le ripartenze nel caso di intercetto degli avversari. Probabilmente tanta frenesia portata dalla voglia di fare bene e di ritrovare la via della vittoria, che come detto manca dall’ultima volta che Trotta ha vestito la maglia dell’Avellino. L’attacco che sembrava fosse diventato uno dei punti di forza degli irpini ora sembra disinnescato. L’evanescenza di Tavano sembra ormai una routine, ma non fa abituare. Anche oggi, una palla gol nitida, che doveva essere spinta in porta, invece è andata a sbattere sul palo. Un problema psicologico? Un problema fisiologico? O semplicemente oramai l’età fa il suo? Perch√© non optare allora per il nuovo arrivato? Il tecnico trevigiano si affida molto alla fisicità, tralasciando un dettaglio che può fare la differenza: la fantasia e la velocità di alcun interpreti. Ieri dopo tante partite Insigne ha iniziato la partita come titolare sostituendo un sorprendente Bastien, che a inizio campionato aveva fatto sollevare qualche dubbio. La manovra con il frattese scuola Napoli aveva molto vivacità, cos√¨ come accade con il belga. Il problema è dopo i sedici metri. Sarebbe simpatico vedere Insigne in avanti come prima o seconda punta, ruolo che può tranquillamente ricoprire, con Bastien a suo sostegno e guardare gli effetti di una mossa per certi versi azzardata, ma per altri che potrebbe portare delle sorprese.
Cristina Mariano




