Quanta fortuna c’è nella vittoria granata nel derby tra Avellino e Salernitana? Quanta bravura di Bollini? Ma soprattutto, quante colpe ci sono da dividere tra i ragazzi in campo e Novellino?
Per quanto riguarda le prime due domande non è questa la sede, piuttosto andiamo a cercare di rispondere alla terza. Il derby ha storia a sè e mai può essere paragonata agli altri incontri.
In campo si sono viste fondamentalmente due partite, se non di più. Un primo tempo senza gol, ma con tante emozioni. L’Avellino però ha avuto supremazia territoriale e maggiori occasioni per passare in vantaggio. I granata, al contrario. pur sfruttando gli errori di impostazione dei giocatori irpini si sono resi realmente pericolosi solo su calci di punizione.
Nel secondo tempo varie facce della stessa partita. Ritmi alti come nel primo tempo, ma l’Avellino va in gol subito con Kresic che si traveste da bomber andando a segno per la terza volta in tre partite. Dieci minuti dopo il raddoppio con Laverone e complicità di Odjer che la devia. Dopo di che arriva la furiosa reazione della Salernitana.
Due atteggiamenti opposti in campo e in panchina. Bollini inizia con la giostra delle sostituzioni, mandando in campo quanti più giocatori offensivi possibili. Affianco Novellino fa l’esatto opposto. Nel tentativo di chiudere la via centrale di passaggio indebolisce il reparto offensivo, lasciando sostanzialmente solo Castaldo in avanti e Bidauoi a supportarlo. Se sulla panchina granata ha dimostrato di volerla vincere buttando in campo Rosina, Bocalon e Ricci, dall’altro risultano ancora inspiegabili i cambi con Paghera, Bdauoi e Lasik.
Dopo la rimonta da 2-0 a 2-2 l’Avellino è parso spaesato e spaventato di vincere il match, tanto che due dei tre cambi sono arrivati proprio dopo i gol della Salernitana. La mancanza di pesantezza in attacco ha fatto s√¨ che, non ce ne voglia Paghera, la palla gol del 3-2 capitasse proprio sul centrocampista e non su un attaccante che potesse sorprendere Radunovic, che tra l’altro ben conosce i movimenti degli irpini.
Nella sostanza non è stata giocata una brutta partita, ma la Salernitana ha espugnato la terra irpina dopo circa 30 anni, ma soprattutto l’Avellino ha fallito la seconda occasione per impadronirsi della vetta della classifica, in solitaria dopo tutti i risultati favorevoli di sabato pomeriggio.
Cristina Mariano




