Albanova Calcio. Divorzio con Amerigo Romano: “Via dalla sera alla mattina”

Cominciano i primi movimenti di mercato per l’Albanova Calcio. Dopo la sfuriata della scorsa settimana, in cui accusava la squadra di non sudare la maglia, la società biancoceleste, ha iniziato a sfogliare la margherita.

Il primo a lasciare la squadra di Casal di Principe è Amerigo Romano centrocampista classe ’88 che da stamattina non fa più parte del tea di Savio Sarnataro. Soffermatosi ai microfoni dei colleghi del “Corriere del Pallone” il calciatore spiega il motivo del divorzio: Non faccio più parte del progetto Albanova Calcio non di certo per mia volontà ma anzi -spiega il calciatore- per volere della società e dell’allenatore. Tutto questo mi lascia sbigottito. Ventiquattro ore prima della gara il tecnico Sarnataro mi aveva tranquillizzato dicendomi che non ero stato schierato in campo per un cambio di modulo all’ultimo minuto, prima dell’inizio del match. Mi aveva detto che in settimana ci saremo seduti ad un tavolo per ragionare per chiarire tante cose, ma mi aveva fatto intendere che voleva che io restassi. Poteva risparmiarsi questo gesto, perchè mi ha inviato fasulli messaggi positivi. Ed invece con grande stupore questa mattina mi è stato comunicato che per scelte tecniche dell’allenatore e della società, non ero più parte di questa famiglia. Mi sento preso in giro in primis come uomo e poi come calciatore, per il grande impegno profuso nella causa biancoceleste. Ho battagliato ad ogni gara forse qualcuno volutamente dimentica.

In merito alle dichiarazioni della società: “La scorsa settimana il presidente, in una dichiarazione, aveva affermato che in squadra c’erano elementi che non sudavano la maglia -commenta ancora Amerigo Romano ai colleghi- non mi sento toccato da queste dichiarazioni perchè ho sempre dato l’anima, e guai a dire il contrario di me. Ma le mie prestazioni e voglia di fare bene sono sotto gli occhi di tutti e il campo è sempre il giudice supremo. Sono andato contro tutto e tutti per questa maglia, sono tornato nello spogliatoio sempre con la maglia rotta, le ginocchia sanguinanti, ma lo facevo con amore perchè lottavo per la mia città. Ho sempre dato il 200%. Ma poi che succede? Io che sono nella mia città sono stato sfrattato come l’ultimo arrivato, con tutto il rispetto parlando.

Cristina Mariano