Agropoli, finale amara ma si pensa già al futuro. Le dichiarazioni del presidente Infante e il rammarico del tecnico Squillante.
La delusione è forte, palpabile, difficile da smaltire. L’Agropoli esce sconfitto dalla finale playoff contro il Città di Pontecagnano e vede interrompersi sul più bello la rincorsa all’Eccellenza. Una gara intensa, combattuta, segnata dagli episodi e da tante recriminazioni, ma che non cancella quanto di buono costruito durante tutta la stagione dalla società cilentana.
Ad aprire il momento delle riflessioni è stato il presidente onorario Carmelo Infante, che ha voluto analizzare con lucidità quanto accaduto, senza però nascondere l’amarezza per un traguardo sfumato a pochi passi dal trionfo.
“Dispiace enormemente per come è maturata questa sconfitta. La squadra aveva preparato la partita in maniera impeccabile e fino all’episodio dell’espulsione stava gestendo bene il match.”
Infante ha poi sottolineato il valore del percorso compiuto dal gruppo biancazzurro, ringraziando tifosi, staff e calciatori per il sostegno e l’impegno mostrati durante tutta la stagione.
“Siamo orgogliosi di quanto fatto. I ragazzi hanno dato tutto e i tifosi ci hanno seguito in massa anche a Pontecagnano, dimostrando ancora una volta l’attaccamento a questi colori.”
Anche Paolo Fusco ha voluto esprimere il proprio pensiero al termine della finale, soffermandosi soprattutto sulla straordinaria risposta del popolo biancazzurro. Per Fusco, al di là della sconfitta maturata sul campo, l’Agropoli ha già vinto sotto il profilo umano, societario e dell’appartenenza, dimostrando di essere una realtà viva, sana e compatta.
Il dirigente ha evidenziato come la partecipazione massiccia dei tifosi a Pontecagnano rappresenti il segnale più importante da cui ripartire, definendo questo momento non come la fine di un ciclo, ma come l’inizio di una nuova era. Un invito, infine, a restare uniti tra società, squadra e città per continuare a programmare il futuro con ambizione e senso di appartenenza verso i colori biancazzurri.
Grande scoramento anche nelle parole e nell’atteggiamento di mister Luigi Squillante, apparso profondamente colpito dall’esito della finale. L’allenatore aveva preparato la sfida nei minimi dettagli, studiando le contromisure tattiche per arginare il Città di Pontecagnano e cercando di colpire nei momenti giusti. Nei primi venti minuti, infatti, l’Agropoli aveva dato l’impressione di poter controllare la gara con ordine, personalità e compattezza.
Arbitro Vinoso di Nola: gestione pessima della gara
L’episodio che ha cambiato il volto della partita è stata l’espulsione di Michelli al 20’ del primo tempo. Poco dopo, però, anche il Città di Pontecagnano è rimasto in dieci uomini ristabilendo la parità numerica, anche questa decisione è stata molto contestata dal Città di Pontecagnano, con il calciatore Magazzeno che non riusciva ad accettare la decisione arbitrale ritenuta eccessiva. Nonostante questo, l’inerzia della gara non è cambiata, con l’Agropoli costretto comunque a disputare una partita diversa rispetto a quella preparata nei giorni precedenti.
I biancazzurri hanno continuato a lottare, ma senza riuscire ad essere realmente lucidi sotto porta nei momenti decisivi, restando comunque in partita fino alla fine e cercando l’episodio giusto per riaprire completamente la finale.
Proprio sugli episodi arbitrali si concentrano molte delle recriminazioni dell’ambiente biancazzurro. La direzione di gara ha lasciato diversi dubbi, soprattutto nella gestione disciplinare dei cartellini, con un’espulsione per parte che non ha comunque placato le polemiche. L’episodio destinato a far discutere maggiormente resta il gol annullato a Itri, rete che avrebbe potuto cambiare il destino della sfida.
L’arbitro ha ravvisato un presunto fallo di mischia in area, decisione che ha generato proteste vibranti da parte dell’Agropoli e dei tanti sostenitori presenti sugli spalti. Un episodio pesantissimo nell’economia della finale, arrivato in un momento cruciale e che, secondo molti, ha inciso in maniera determinante sul risultato conclusivo.
Agropoli in Promozione di passaggio, il ripescaggio è una chimera:
Nonostante l’enorme delusione, la società guarda comunque avanti con spirito costruttivo. La dirigenza ha apprezzato enormemente la risposta del pubblico agropolese, accorso in massa a Pontecagnano per sostenere la squadra in una delle partite più importanti degli ultimi anni. Un segnale forte di appartenenza, che rappresenta una base importante da cui ripartire.
L’intenzione del club è quella di rialzarsi immediatamente, facendo tesoro degli errori del passato e programmando il futuro con ancora maggiore determinazione. La sconfitta in finale non cancella infatti il lavoro svolto, né ridimensiona le ambizioni di una piazza che continua a meritare categorie superiori.
Ed è proprio questo uno dei concetti più ribaditi dall’ambiente biancazzurro: l’Agropoli merita assolutamente l’Eccellenza. La scorsa stagione, infatti, la categoria era stata conquistata e mantenuta sul campo, salvo poi essere persa a causa di una manovra scellerata da parte di alcuni dirigenti del passato, contestati dai tifosi anche in occasione della finale disputata a Pontecagnano.
Per questo motivo, nella visione della tifoseria e di molti addetti ai lavori, l’Eccellenza spetta di diritto all’Agropoli, anche perché la retrocessione non è mai arrivata sul rettangolo verde, ma è stata conseguenza di vicende esterne al campo.
E proprio in ottica futura arrivano segnali incoraggianti. L’Agropoli, infatti, ha possibilità di ripescaggio in Eccellenza, scenario che nelle ultime ore era considerato un’ipotes. La società segue con attenzione l’evolversi di questo finale di stagione, mettendo nel mirino l’ipotesi di subentare nella gestione di un titolo di categoria superiore.
Per questo motivo, nonostante l’amaro pomeriggio vissuto a Pontecagnano, in casa biancazzurra resta viva la speranza che il ritorno in Eccellenza non sia tramontato definitivamente.
Foto: Giancarlo Venosa







