Agropoli. Non tutte le ciambelle riescono col buco, meglio un…Tarallo

Non tutte le ciambelle riescono col buco e allora, a volte, meglio
un…Tarallo. Se poi ha la numero nove, gioca per l’Agropoli e fa tre
gol in una partita, beh, tanto di guadagnato. Questo, in estrema
sintesi, il pensiero di ieri alla fine di Agropoli – Orlandina terminata
4 a 1 per la squadra di patron Cerruti. La montagna da scalare si
chiama classifica, la vetta è lontana ma l’accampamento Agropolese è a
buon punto, piazzate le tende in terza piazza ci si rifocilla in attesa
del prossimo step a Reggio Calabria. L’Agropoli usufruisce del doppio
turno casalingo, spesso indigesto per le leggi occulte del calcio, se
poi l’avversario è in buona forma, non ha nulla da perdere e ha la mente
sgombra, ecco servito l’identikit del delitto perfetto. La squadra lo
sa, il suo allenatore di più e cos√¨ si comincia. Piccolo trotto, ritmi
bassi, assetto Siciliano guardingo e attento, pochi spazi, zero
occasioni, questi i primi venti minuti della gara ma chi pensa che
l’Agropoli sia in difficoltà sbaglia e non di poco. L’undici capitanato
da Tarallo sta giocando al gatto col topo, aspetta il momento giusto,
senza smania o fretta. Le giocate sono pazienti in attesa del lato
scoperto per piazzare il gancio. Prime avvisaglie lanciate da Ragosta
che dribbla all’interno dell’area e gira all’incrocio. Scordino, ottimo
Pipelet Siciliano, vola a stornare in angolo. Le poche sortite offensive
dell’Orlandina hanno la targa di Marasco che però è costretto a
raccogliere briciole stretto nella morsa di Panini e di un numero tre,
professione fluidificante, nome Nino Guarro che ieri dava l’impressione
di poter giocare girato di schiena: errori? Zero, chiusure tempestive,
diagonali perfette, rilanci precisi, uno contro uno devastanti( per gli
avversari) e tutto quanto potrebbe scoraggiare qualsiasi tentativo di
segnare. Gira e rigira la palla arriva a Tarallo, ci si aspetta la
sponda, giocata giusta, ma il buon Michele ha deciso che è giunto il
momento: si scrolla di dosso tre difensori con la semplicità
dell’elefante che scaccia le mosche dalla testa, si gira e…fucila
senza preavviso il povero Scordino che ci prova pure, ma la bordata è
terrificante e inchioda l’uno a zero sotto l’incrocio. Bellissimo, è il
36esimo. L’Agropoli non vuol correre rischi e allora comincia
a lavorare ai fianchi l’avversario, il ritmo diventa martellante, sale
di tono Giraldi coadiuvato da un ottimo Maisto. Vincenzo si ricorda
delle tante partite nei professionisti e scodella in mezzo da par suo,
ti aspetti lo stacco di Tarallo, invece c’è D’Avanzo, ma il risultato è
lo stesso: gol, 2 a 0 e partita in ghiaccio. Finisce il tempo e c’è
voglia di divertirsi. Inizia la ripresa, l’Agropoli amministra, ma si
vede che alla prima occasione ti può far male, l’Orlandina capisce che
il suo destino è segnato, ci prova, ma senza convinzione e sempre con
Marasco. Che facciamo, la chiudiamo? Massì, pensa Michele Tarallo, così
stiamo più tranquilli: fa un cenno a Ragosta e sembra dirgli vai
ragazzo, mettila come sai. Arcangelo obbedisce e la mette in mezzo e il
bomber fa 14 in classifica cannonieri facendo sembrare il gol come una
di quelle prove che fai in allenamento, quelle senza difesa, ma ieri
c’era…3 a 0, è fatta, sembra fatta. Entra Cozzolino, all’esordio
assoluto, poi Arigò in luogo di un D’Avanzo ammaccato ma utilissimo.
L’Orlandina ha un sussulto, la difesa si addormenta, scatta Marasco e
raccoglie il giusto premio alla sua partita generosa e dinamica, è il
gol del 3 a 1, in bello stile, con una freddezza che non lascia scampo a
Carezza, (rima voluta). Mancano pochi minuti alla fine, non c’è
apprensione ma meglio ristabilire le distanze. Arigò conquista punizioni
su punizioni con le sue sterzate, una è dal limite. In settimana era
trapelata una polemica che aveva scosso lo spogliatoio: si diceva che
Tarallo fosse geloso del pallone portato a casa da Ragosta reduce dalla
tripletta alla Cavese, sembra abbia confidato a qualcuno: uffa, lo
voglio anche io, come un bambino capriccioso. Batte Ragosta, è uno
schema, uno dei tanti di quello stregone con gli occhiali da sole che
siede in panchina, la difesa dell’Orlandina resta a bocca aperta( e non
è stata l’unica) e guarda quasi ammirata la perfezione del
gesto. Ah, dimenticavo, interviene Tarallo e fa gol, 15 in campionato
e, finalmente felice, si porta il pallone a casa. Spogliatoio salvo, la
partita è finita, Tarallo, bomber straordinario, raccoglie la standing
ovation di tutto il pubblico, entra Platone per gli ultimi istanti.
Appena entrato si incarica di battere una punizione, cincischia e
l’inflessibile arbitro lo ammonisce. Il pubblico non gradisce: Ah,
ragazzaccio.

Ufficio Stampa US Agropoli