Massimo Agovino è entrato con forza nei radar di diversi club di Serie C pronti a scommettere su uno degli allenatori più preparati e vincenti della Serie D. Il lavoro svolto dal tecnico alla guida della Gelbison ha attirato l’attenzione di numerose società professionistiche, convinte che il momento giusto per affidargli una panchina importante sia ormai arrivato.
Quando Agovino è approdato in rossoblù, la situazione era estremamente complicata. La Gelbison navigava in piena zona playout, con un ambiente sfiduciato e una stagione che sembrava destinata a prendere una piega negativa. In pochi mesi, però, il tecnico ercolanese ha completamente ribaltato il destino della squadra, costruendo una rimonta che ha dell’incredibile.
La formazione vallese è riuscita infatti a risalire fino alla zona playoff, chiudendo a pari punti con l’Athletic Palermo e diventando una delle squadre più temute del girone. I numeri certificano il percorso straordinario compiuto: l’ultima sconfitta risale al 25 gennaio contro la Reggina, una gara persa immeritatamente, mentre da quel momento la Gelbison ha infilato una serie impressionante di 10 vittorie e 3 pareggi.
Adesso ci sarà la sfida playoff contro la Nissa, ma intorno al nome di Agovino il mercato si sta già muovendo con decisione. E non potrebbe essere altrimenti per un allenatore che negli ultimi anni ha sempre lasciato il segno. Dalla promozione in Serie C con il Giugliano fino alla grande rimonta ottenuta la scorsa stagione con il Fasano, il tecnico campano ha dimostrato ovunque di saper incidere immediatamente, sia dal punto di vista tattico che mentale.
La sensazione è che la Serie D, per uno come Agovino, inizi ormai a stare stretta. I risultati raggiunti, la continuità mostrata e la capacità di valorizzare gruppi anche in situazioni difficili raccontano di un allenatore pronto per palcoscenici più importanti e piazze di maggiore prestigio. Non più soltanto una scommessa, ma una certezza per chi cerca un tecnico capace di costruire identità, carattere e risultati.
Per questo motivo il suo approdo stabile nel professionismo appare sempre più vicino. Sarebbe il giusto riconoscimento per un allenatore che, attraverso lavoro e sacrificio, si è guadagnato sul campo la possibilità di misurarsi con categorie e ambienti all’altezza delle proprie ambizioni.




