Francesco Farina, il re delle vittorie: “Il segreto? Umiltà, sacrificio e qualità umane”

Il Gladiator ha compiuto una vera impresa conquistando la promozione in Serie D attraverso i playoff e andando a vincere a Massafra contro il Taranto, squadra costruita per il salto di categoria e considerata da molti la grande favorita. Dietro questo successo c’è la firma di Francesco Farina, uno degli allenatori più vincenti del panorama dilettantistico nazionale.

I numeri parlano da soli: 10 vittorie tra campionati, coppe e playoff negli ultimi 12 anni, un rendimento straordinario che testimonia la continuità di risultati ottenuti dal tecnico casertano. L’ultima impresa porta il nome del Gladiator, capace di sovvertire i pronostici grazie a un gruppo compatto, organizzato e guidato da un allenatore che ha fatto della gestione umana e della cultura del lavoro i propri punti di forza.

Di seguito l’intervista esclusiva concessa da Farina a Sport Campania:

Mister Farina, vincere i playoff sul campo del Taranto, considerato da molti il favorito, ha dato ancora più valore all’impresa del Gladiator. Qual è stato il segreto di questo successo?

“Il segreto è stato innanzitutto l’umiltà. Abbiamo curato ogni dettaglio e avuto la fortuna di lavorare con ragazzi eccezionali, che non hanno mai risparmiato una goccia di sudore. Tutti hanno dato il massimo dal primo all’ultimo giorno e questo spirito ci ha permesso di raggiungere un traguardo straordinario.”

Nel corso della stagione c’è stato un momento in cui ha capito che questa squadra aveva davvero le carte in regola per conquistare la Serie D?

“Sì, paradossalmente dopo la sconfitta contro il Real Forio. Da quel momento siamo ripartiti con ancora più umiltà e con un enorme spirito di sacrificio. I ragazzi e la società sono stati bravissimi a resettare immediatamente quella battuta d’arresto, ad analizzarla e a trasformarla in energia positiva. Da lì è iniziato un percorso incredibile che ci ha portato a non perdere più negli ultimi cinque mesi di stagione.”

La sua carriera è costellata di successi, con 10 vittorie tra campionati, coppe e playoff negli ultimi 12 anni. Questa promozione con il Gladiator può essere considerata la più inaspettata e, forse, una delle più appaganti della sua carriera?

“Sicuramente è stata una delle più complicate. Di fronte avevamo un avversario fortissimo sotto ogni aspetto. Il Taranto è una società importante, gestita da una famiglia seria come i Ladisa, con un grande direttore sportivo, una tifoseria straordinaria e un pubblico da categorie superiori. Proprio per questo motivo credo che sia stata davvero un’impresa di enorme valore.”

Molti calciatori che hanno lavorato con lei ricordano soprattutto le sue qualità umane. Quanto conta il rapporto umano nella gestione di un gruppo e qual è il suo segreto in questo senso?

“Le qualità umane sono alla base di qualsiasi rapporto. Personalmente preferisco allenare un calciatore che abbia grandi valori umani piuttosto che uno dotato di enormi qualità tecniche ma poco incline al sacrificio. Mi piacciono i giocatori che lottano per i compagni, che mettono il gruppo davanti a tutto e che hanno una mentalità vincente. È da lì che nasce il successo di una squadra.”

Dopo una promozione così importante, quanto pesa la voglia di proseguire il percorso iniziato con il Gladiator e quanto sarà determinante il confronto con la società per programmare il futuro?

“Questa promozione è arrivata quasi come una bomba a orologeria e adesso la società dovrà riorganizzarsi per affrontare al meglio una categoria importante come la Serie D. Ci siamo già confrontati e sappiamo che servirà programmare tutto nei minimi dettagli, perché non ci si può permettere di sbagliare nulla. Se dovessimo essere inseriti nel girone H, il livello di difficoltà sarebbe altissimo e servirà un’organizzazione ancora più importante per essere all’altezza della categoria.”