Il tecnico di Torre Annunziata fa un bilancio della stagione, parlando anche del suo futuro
La solita chiacchierata di fine anno con mister Pasquale Vitter, il tecnico di Torre Annunziata che a metà maggio ha deciso di interrompere il rapporto con il San Vito Positano.
Come è maturata la decisione di lasciare il San Vito?
«È stata una decisione presa di comune accordo con il presidente Luca Vespoli. Sono stati due anni bellissimi, con il raggiungimento di tutti gli obiettivi prefissi: vittoria del campionato di Promozione e onorevole settimo posto in Eccellenza. Ho conosciuto persone bellissime, il San Vito resterà sempre un’importante tappa della mia carriera».
Si aspettava la vittoria dell’Ebolitana nel girone B di Eccellenza?
«Sicuramente tra Ebolitana, Battipagliese ed Apice la squadra di Pirozzi era quella che aveva la rosa più competitiva, ma vincere è sempre difficile. La Battipagliese ha deluso le aspettative, mentre Renato Cioffi ad Apice è stato superlativo».
Chi è stata la sorpresa del campionato?
«Senza dubbio l’Agerola del mio amico Giovanni Serrapica: squadra bella, giovane e volitiva».
Uno sguardo al girone A.
«Forio magico, la Caivanese ha mollato nel finale, Gladiator mai domo. Bel finale di stagione del Portici».
Come giudica la stagione del Positano?
«Sicuramente positiva. La squadra era praticamente la stessa dell’anno precedente, con tanti esordienti in categoria. Siamo stati a un passo dal quinto posto, poi nel finale un lieve calo per mancanza di stimoli, ma i ragazzi vanno elogiati sicuramente».
Chi l’ha sorpresa in positivo?
«Sicuramente gli under Spina e Proto sono stati dei veri protagonisti, ma il reparto difensivo guidato da Vito Palumbo e Nino Guarro si è dimostrato spesso insuperabile. Non posso non menzionare, inoltre, lo strepitoso campionato di Peter Raia e James Coppola. Nel complesso ragazzi stupendi che l’anno prossimo si faranno ancora valere».
Dove la vedremo il prossimo anno?
«Ancora nulla è deciso. Ho avuto contatti con qualche squadra sia di Eccellenza che di Promozione: vedremo. Il progetto che più mi appassionerà, quello sarà scelto. Devo sentire le sensazioni giuste — al momento sono ancora indeciso».




