Cavese: KUCICH, MATINO, LULLI, CUCCURULLO, MATERA, DE FRANCO, CALDERINI, SEMERARO, BUBAS, LANCINI, GERARDI. All. Campilongo
Juve Stabia: RUSSO, RIZZO, ELIZALDE, SCACCABAROZZI, MAROTTA, ORLANDO, BERARDOCCO, TROEST, VALLOCCHIA, ESPOSITO, FANTACCI. All Padalino
Serata all’insegna del derby avvolto dai ricordi dell’indimenticato Catello Mari. Cavese e Juve Stabia cercano riscatto e conferme rispetto agli ultimi risultati e danno spazio al tourn over seppur contingentato. Buono il clima e le condizioni del terreno di gara. La partita si sblocca al 20 del primo tempo, grazie ad un’incursione persistente di Cuccurullo sulla destra, schierato al posto di Natalucci, che grazie all’assistenza di Gerardi, imbecca Bubas per il quinto centro stagionale. Un fallo ingenuo di Semeraro su Fantacci al ’39 regala un rigore netto alla Juve per il pareggio di Marotta dagli undici metri. La Cavese chiude in calando la prima frazione di gara con una leggerezza del centrocampo dei blu che per poco non permetteva a Marotta in area di raddoppiare, provvidenziale nell’occorrenza la chiusura dei centrali aquilotti. Ripresa tutta di marca stabiese, esce subito e si fa sentire il superiore tasso tecnico delle vespe. Squadra quadrata assemblata a Giugno con un criterio di logica calcistica. A cinque dallo scadere ci pensa Trest su azione da calcio d’angolo a regalare i tre punti alle vespe, meritati, schiacciante la supremazia fisica e tecnica, squadra in palla e di qualità. Di contro la Cavese orfana dello smalto è sembrata al cospetto un’armata Brancaleone, lontana parente di quella squadra con piglio del San Nicola, che ha accusato oltremodo il passo falso ravvicinato di sabato a Viterbo e la fuoriuscita dall’undici titolare di Calderini, Gerardi. Proprio su quest’aspetto sembrano concentrarsi gli interrogativi dei più, il passaggio ad un 3-5-2 nel tentativo di strappare un punto è stato un autentico karakiri per gli uomini di Campilongo.
Dal nostro inviato al Lamberti, Andrea Liguori




