Salernitana. L’arrivo, le aspettative ma poi il buio, Rosina lascia i granata e il calcio: “A gennaio ho deciso”

Da poche ore si è conclusa definitivamente l’avventura di Alessandro Rosina con la Salernitana 1944.

Una stagione di totale inattività. Un’ esperienza tra bassi che alti tra il fantasista mancino e i granata. I problemi fisici, la collocazione tattica e i mutamenti in panchina sono state le cause scatenanti di questo divorzio ormai affermato implicitamente giá da tempo.
Tuttavia, dopo circa 500 presenze in campo e un curriculum niente male, il classe 1984 ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo in seguito alla nefasta esperienza di Salerno; come lo stesso ha confermato ai microfoni del Mattino: “Mi fermo, dico stop! È stato un anno travagliato. Dal punto di vista fisico stavo bene e potevo andare ancora avanti ma a gennaio ho stroncato sul nascere ogni accenno di proposta-offerta di altri club, che mi arrivava tramite mio fratello, il mio agente”.

Sui quattro anni vissuti in forza alla Salernitana: “Ci siamo un po’ sopportati a vicenda. La societá ha fatto la scelta di tenermi fuori lista, io l’ho accettata con grande professionalità e ho concluso in granata il mio percorso. Quando mi hanno richiamato per i tamponi, era mio dovere venire a Salerno rispettando regole e protocollo. Dal punto di vista contrattuale, ho fatto parte della Salernitana fino all’ultimo giorno utile. Non è stato piacevole, non era ovviamente quello che sognavo. Non porto rancore, non è nel mio carattere. Nonostante gli alti e bassi, non sono abituato a criticare le persone. Ho lasciato tutti con il sorriso, con stile. Non ho lasciato screzi alle spalle e quindi un giorno potrò sempre tornare a Salerno da amico, a testa altissima”.

Su Gian Piero Ventura invece: “A giugno dell’anno scorso il mio obiettivo non era restare un anno inattivo. Con Ventura non ho mai avuto alcun tipo di rapporto né di colloquio. L’opportunità c’è stata ma forse non c’era volontà. Non è però un discorso del singolo allenatore, bisogna essere onesti. I problemi con la Salernitana partono da lontano ed erano già nati nel secondo anno. Mi sono impegnato per farmi apprezzare e ritornare in corsa, ma mi sono accorto che le vedute erano diverse. Poi un calciatore per essere performante ha anche bisogno di un contesto che dia stimoli per potersi esprimere”.

Fonte: salernogranata