Nastri di partenza? Sì, ma solo per gli allenamenti di gruppo. Per quel che riguarda la vera e propria ripresa del campionato c’è ancora da lavorare..e tanto. Il Comitato Tecnico Scientifico assieme a Roberto Speranza e Vincenzo Spadafora, rispettivamente Ministro della Salute e dello Sport, hanno dato l’ok agli allenamenti di squadra, perchè parte imprescindibile dell’attività agonistica. Ok, ma con prudenza.
Questa è la parola chiave sia per il CTS che per il Governo, ma ora alla FIGC tocca il compito più gravoso, quello di riscrivere il protocollo per la fase 2 della ripresa del calcio, quella che segue l’isolamento blindato dei calciatori. Obiettivo, renderlo meno lacunoso in base ai rilievi che sono stati segnalati, ma non soddisfatti.
Tutto da rifare per la commissione medica della Federcalcio, mentre si iniziano a scaldare i motori per il 18, giorno in cui i convocati per ritiro dovrebbero rispondere presente. Il problema, però, resta, in quanto, nonostante la voglia di tornare in campo, le perplessità sono tante, anche alla luce di nuovi casi segnalati e la paura di dover bloccare nuovamente tutto, nell’ipotesi che si identifichino nuove positività.
Intanto la Lega A ha un’altra gatta da pelare, quella che riguarda l’ultima rata da ricevere per i diritti televisivi, che però, i broadcaster non hanno intenzione di rispettare, causa proprio la mancanza della materia prima, il calcio.
Una situazione parallela che si muove a stretto contatto, ma senza toccarsi realmente. Già perchè se da un lato i proprietari del main stream vogliono non pagare l’ultima rata dei diritti, dall’altra c’è chi lascia aperta la possibilità di ripresa. Perchè, però, tutte le parti siano concordarti si dovrà aspettare il sì definitivo, che potrà arrivare sono in seguito all’ulteriore analisi della curva dei contagi e soprattutto il responso in seguito al vertice con il Premier Conte.




