Nel corso della sua storia il Vico Equense ha vissuto delusioni e soddisfazioni. In particolare si ricorda ancora con un tocco di nostalgia le annate del Città di Vico Equense, quando Fra Savarese era alla guida del club. Erano i primi anni del 2000, nella fattispecie il 2003 e la società veniva rifondata dopo la mancata iscrizione al campionato.
Fu la fusione di tre club L’Aequa, la Juvequense e il Vico e la squadra fu iscritta al campionato di Eccellenza. Una vittoria stratosferica con 79 punti, record in categoria, e la promozione in Serie D, la prima storica, il secondo posto, i play-off e la finale persa, ma l’approdo in Serie C2 grazie al ripescaggio: “Ce ne siamo tolti di soddisfazioni -racconta alle colonne di Metropolis l’ex presidente Franco Savarese– Ovunque andassimo trovavamo gente di Vico, è stata un’esperienza bellissima”.
I ricordi, i trofei, le soddisfazioni ma soprattutto i sacrifici per rendere grande il Vico Equense: “Avrei potuto avere cinque pizzerie invece di tre -confessa- ma non avrei provato la gioia di fare qualcosa di speciale a livello calcistico per il mio paese”.
Trasferte importanti a Lecce, La Spezia, Messina. La gioia di poter raccontare qualcosa di storico, a livello sportivo, nonostante la breve permanenza dei vicani nel campionato professionistico. Una linea di calcio fatta di etica e di valori, di altruismo, interesse. Un presidente presente, sempre e comunque e che cercava di appianare qualsiasi diatriba: “Quando vedevo qualcosa che non mi piaceva, gente che litigava negli spogliatoi o che protestava troppo contro gli arbitri intervenivo”.
Passato il testimone, il Vico è ora nella mani del figlio Nello, assieme a Enzo Capasso, mentre Don Franco segue dagli spalti, lasciando il proprio gioiello in buone mani.




