Al “Giovanni Morra” di Vallo della Lucania, la Gelbison di Gigi Squillante affronta un arcigno Casarano, arrivato spuntato della fantasia di Salvatore Mincica, ma non certamente senza i coltelli affilati.
La difesa fa buona guardia, come uno scudo norreno di tiglio. le cui fibre si avvolgono attorno ad Olcese, Foggia e compagni, che inutilmente hanno cercato di scardinare le maglie di quella retroguardia, seconda nel girone, che non si è fatta mai sorprendere. Il terreno del Morra non regala certamente vantaggio, nè ad un Casarano abituato a giocare sul velluto del Capozza, nè alla Gelbison abituata al manto non perfetto del proprio impianto sportivo.
CASARANO IMBRIGLIATO – Il maltempo non ha graziato, seppur ad inizio match si è giocato sull’asciutto. Poco cambia per il Casarano e per la Gelbison che battagliano su un terreno di gioco, che non permette di lanciarsi in fraseggi perfetti. Nonostante questo, le due squadre provano a farsi vedere, ma è la Gelbison quella che, pur non spingendo, non permette l’avanzata degli uomini di Bitetto. Il 3-5-2 premia ancora Squillante, che prova ad adattare la sua filosofia ad un modulo non usuale per lui. La catena difensiva e quella centrale collaborano in un connubio che va ad imbrigliare Olcese e colleghi di reparto. L’attaccante è colui che si alza maggiormente, ma resta sempre troppo isolato per poter creare pensieri ad un non impegnato D’Agostino. Le trame sono dalla parte dei rossoazzurri, ma resta sterile il dialogo tra calciatori, anche perchè l’offensiva di Squillante si fa vedere per lo più con Diop. Sulla fascia destra è lui la spina nel fianco di Lobjianidze e di Daiello, ma è sul fronte opposto che prova a premere sull’acceleratore la squadra di casa. Se, però, il Casarano si fa preferire sul pressing e nel rubare palla, sono tutte di marca Gelbison le azioni offensive. Non è, probabilmente, un caso che le uniche azioni pericolose degli ospiti arrivano nei minuti finali, prima con un tiro fuori lo specchio di porta di Foggia, poi con un tentativo all’89’ di Versienti che impegna D’Agostino. Ottima la risposta dell’estremo cilentano che con la mano di richiamo devia e si fa trovare, poi, pronto, sui tentativi di ribattuta dei calciatori avversari nei pressi dell’area.
GELBISON COME UN DIESEL – Chi conosce le squadre di Gigi Squillante, saprà certamente che la velocità e il gioco propositivo palla a terra sono i cardini su cui si poggia la sua filosofia sportiva. Ad oggi, però, la Gelbison non rispecchia esattamente questo stereotipo. Con io stesso undici che ha vinto a Brindisi, il tecnico di Sarno prova ad accelerare, ma si infrange sull’esperta difesa a tre di Dino Bitetto, che spesso si avvale del calcia e spazza per tenere lontani gli avversari. Il primo tempo si accende solo dopo la mezz’ora con il tiro di Orlando dalla distanza, ma soprattutto sui calci piazzati. Episodio emblematico quello al 32′: calcio di punizione battuto da Uliano, testa di Varela e Guarnieri battuto. Si alza la bandierina e la mancanza di proteste da parte dei calciatori cilentani non fa che confermare la decisione del direttore di gara. In effetti l’attaccante prima della battuta è davanti a tutti. Pochi minuti più tardi, al 40′, Uliano si conferma specialista delle punizioni e, con una parabola a rientrare, impegna il portiere avversario che spazza in calcio d’angolo. Ma anche nella ripresa, con la prima occasione dei secondi 45′, arriva una botta da fuori sulla quale il portiere del Casarano si fa trovare pronto. La Gelbison prende sicurezza e velocità man mano che passano i minuti. In particolare nel secondo tempo, quando cala ulteriormente l’intensità e il baricentro del Casarano. Bitetto prova ad affidarsi a Balla, al posto di un deludente Olcese, ma poco cambia nell’economia delle occasioni offensive. La seconda parte del match vede favorita la Gelbison, che suo malgrado sciupa clamorosamente con Tandara all’86’. Orlando con un filtrante verticale a servire il compagno, che a tu per tu con Guarnieri non inquadra. Questa, assieme all’azione del 78′ con lo stesso Guarnieri che salva sul diagonale velenoso di De Simone, sono le occasioni più ghiotte di una Gelbison compatta e che si sta plasmando.
TRUCCHI E TALLONI D’ACHILLE – Ci vuole poco per Squillante per individuare quale sia il punto debole del Casarano. Come contro il Gladiator, infatti, la formazione di Dino Bitetto si muove con maggior agevolezza e frequenza sulla fascia sinistra, lasciando la destra sguarnita e senza particolare pressione. Se, però, nella partita contro i sammaritani l’ingresso di Foggia cambia le regole, non succede la stessa cosa in casa dei cilentani. I vallesi provano a muovere maggiormente su quel lato del campo, ma come evidenziato poc’anzi, non piovono occasioni, nè da un lato nè dall’altro a dimostrazione della solidità offensiva della Gelbison, ma anche della poca propensione a giocare in avanti da parte della filosofia di Bitetto. Tallone d’Achille per il Casarano si sono dimostrati i calci piazzati, sui quali la squadra soffre, nonostante l’esperienza degli interpreti difensivi. Dal gol annullato a Varela, alla deviazione di Guarnieri su Uliano, sono almeno tre le occasioni in cui la squadra di Squillante può cambiare la storia del match su calcio da fermo. Tra primo e secondo tempo, infatti, i tentativi sono tanti, ma suo malgrado quelli più clamorosi si sono rivelati, alla fine, per la Gelbison non problematici per l’estremo portiere dei rossazzurri.
CAMBI PER LA VELOCIT√Ä – Se nel primo tempo Squillante prova ad affidarsi ad un certo livello di esperienza, nella ripresa è la velocità ciò di cui ha bisogno la Gelison. Proprio leggendo questa necessità, il tecnico si muove con i cambi buttando nella mischia Tandara, Maio, De Simone e Rizzo, calciatori che regalano un certo grado di imprevedibilità nella manovra. Maio, infatti, è quello che meglio approccia al match, con inserimenti, corsa e presenza su cui poggiare le palle per l’impostazione della manovra offensiva. Tandara sciupa, ma la sua è una rapidità utile a tagliare la difesa casaranese con inserimenti tra le linee sui quali niente possono fare i tre di dietro. De Simone ha il piede caldo, ma, come abbiamo sottolineato, il portiere avversario devia con la punta dei guanti. Da Rizzo, infine, passano le palle che procurano i calci piazzati utili a provare a rompere l’equilibrio.
Un esordio interno che regala il secondo risultato utile consecutivo, grazie ad una buona solidità della squadra, che senza distrazioni ha eseguito alla regola i dettami di un attento allenatore.




