Virtus Vesuvio Ottaviano. Lo sfogo dell’ex D’Avino: “Allontanato da due dirigenti e cinque calciatori”

A distanza di 24 ore dall’esonero alla panchina della Virtus Vesuvio Ottaviano, il tecnio Antonio D’Avino ha espresso le proprie considerazioni sulla scelta della società, attraverso un lungo e duro post pubblicato sul proprio profilo di Facebook.

Ecco quanto scritto dall’allenatore:

“La congiura dei matusa e dei dilettanti”. Dopo la delusione dell’esonero, dopo il giorno di silenzio e dopo il comunicato della societa’ Virtus Vesuvio Ottaviano che non chiariva i motivi del mio allontanamento, era corretto esprimere le mie considerazioni e raccontare la verita’ sul perche’ di questa scelta societaria. Per meglio mettere in evidenza la situazione e’ importante partire da lontano. Ho avuto l’onore di avere la guida tecnica di questa squadra per le due passate stagioni calcistiche e per tre mesi di quella attuale, prima del su citato esonero. Nelle prime due la squadra ha ottenuto due promozioni passando per i play off e ha disputato la finale di coppa di seconda categoria giocando un calcio piacevole e propositivo a parere degli avversari. Quest’anno su tre partite giocate in campionato una vittoria e un pareggio fuori e un pareggio in casa,in coppa di categoria un pareggio e una vittoria che ci ha permesso di superare il turno. Questi fatti scongiurerebbero l’esonero per motivi di risultati numerici altrimenti la societa’ sarebbe additata di pazzia. Allora perche’ mandare via mister D’Avino dopo tanti e reiterati attestati di stima del presidente Ammirati per il suo lavoro. Avro’ sicuramente tanti difetti ma sono una persona leale e che dice sempre quello che pensa a costo di farmi tanti nemici e la mia storia personale recente e passata sta a dimostrarlo, non ho mai taciuto ne lo faro’ mai di fronte alle ingiustizie, lo devo ai miei figli,a tutti i miei allievi,alle persone che credono nei valori sani. Il sottoscritto e’ stato allontanato dalla guida tecnica tecnica della squadra dal presidente Ammirati, perche’ cosi’ hanno deciso due dirigenti e cinque calciatori che non accettavano la mia personalita’ le mie conoscenze, il mio dialogare con calma e cognizione di causa, il mio argomentare su tutto e soprattutto l’essere un uomo libero, libero di esprimere le proprie opinioni e farle esprimere agli altri, decidere con la propria testa dopo aver ascoltato opinioni diverse assumendosi in pieno le responsabilita’ delle scelte. Queste persone che volevano condizionare le mie idee calcistiche e addirittura dirmi come preparare le sedute di allenamento senza avere la che minima cognizione di metodologia di allenamento, di scienza, di filosofia, di sociologia e neuroscienze. A queste persone consiglio di studiare tanto, non si diventa medico per essere stato malato, anche se per molti anni. A questo punto il presidente Ammirati aveva due strade davanti: la strada della lealta’, del rispetto, della passione, delle conoscenze, del raggiungimento del risultato atttraverso pazienza e sacrificio, dall’altra quella del presunto ed effimero successo, della sindrome del bambino viziato, del valore dei soldi rispetto ai veri valori dell’uomo. Lui cosa ha fatto,dopo un periodo anche lungo di tentennammenti ha scelto con molta lucidita’ la seconda. Auguri presidente e grazie di tutto, un giorno, quando ti riavrai da questa ubriacatura del successo subito e ad ogni costo, capirai di aver sbagliato, ma sara’ tardi.

Con affetto mister Antonio D’Avino