Giovanni Lodetti, centrocampista centrale ex Milan che ha vestito la maglia della Nazionale Italiana partecipando ai Mondiali del ’70, ha lasciato il calcio giocato nella fine degli anni ’70, in particolare nel ’78.
Nel corso della sua carriera ha vestito non solo la maglia rossonera, ma anche quella del Novara, del Foggia e della Sampdoria vincendo 2 scudetti, 2 Coppa dei Campioni, 1 Coppa Intercontinentale, e 1 Coppa delle Coppe, tutto con il Milan, ma anche un Campionato Europeo con la maglia azzurra.
Al termine della sua carriera da calciatore, all’età di 35 anni, Lodetti si era dedicato al mondo delle ceramiche. Lavorava per una ditta di ceramiche e un sabato mattina, durante la solita pausa jogging si è imbattuto in una partitella tra amici. Una squadra vinceva con uno scarto di tre gol, per un risultati pari a 3-0. Chiede di giocare a uno dei ragazzi, anche in virtù dell’inferiorità numerica rispetto all’altra squadra, che con un pizzico di goliardia e sufficienza risponde: “Ma dai, siamo tutti giovani, non lo vedi?”. Accetta la risposta e continua la sua corsetta in solitaria. Al suo ritorno i gol di scarto erano diventati 5, con la squadra avversaria che non è riuscita a infrangere il muro difensivo neanche una volta. Arriva, quindi, nuovamente la proposta di giocare per cercare di recuperare il risultato.
Con un po’ di scetticismo la squadra accetta l’arrivo del nuovo compagno. Tornata la parità numerica, Lodetti diventa subito determinante andando prima a segnare e poi a servire assist a coloro che sarebbero diventati i compagni di una seconda vita calcistica. Al termine del match il risultato è 5-5. Uno dei suoi compagni chiede quindi: “Ma come ti chiami?”. Pronta la risposta: “Giovanni Ceramica”, prendendo spunto proprio dal giubbotto che indossa. La volontà è stata quella di celare la sua identità, avendo a favore anche i tempi in cui la fotografia di un calciatore non era di certo facile averla come lo è ora. Nessuno l’ha riconosciuto e questo ha giocato a suo favore.
Da quel pareggio ne nasce un appuntamento fisso, sabato alle 9:00 al campo dove sarebbe iniziato da l√¨ a poco un torneo. Una vera e propria amicizia che è proseguita nel tempo, ma all’inizio Lodetti si presentava al campo con cinque minuti di anticipo per non rischiare di restare escluso dalla formazione iniziale.
La copertura è durata per circa quattro o cinque anni, fino a quando un conoscente, mentre passava inconsciamente da l√¨, dove loro giocavano, si imbatte in Lodetti, salutandolo e chiedendogli cosa ci facesse. Spiegata la storia il conoscente decide di svelare la vera identità del campionate mascherato da dilettante, amatore. nonostante lo stesso Lodetti non fosse convinto di quella scelta. “Ma sapete chi è questo?” -chiede quindi. “Certo, Giovanni Ceramica” – risponde uno dei compagni del calciatore. “Ma che Ceramica, questo è Lodetti, l’ex calciatore del Milan, Campione Europeo con la Nazionale”.
Tra lo stupore e l’incredulità e un pizzico di interdizione si sente, quindi un’esclamazione: “Te l’avevo detto io che questo era bravo”.
Da qui, un’avventura durata circa 26 anni è nato lo pseudonimo di Giovanni Lodetti, il Ceramica.
Cristina Mariano




