La Battipagliese paga dazio sul campo della Virtus Avellino che la travolge con un roboante 7-2. Una sconfitta che fa male alla dirigenza che, arrivata appena pochi mesi fa, un anno e una manciata, deve fare i conti con le difficoltà di due stadi inagibili.
Ultime gare giocate al Sant’Anna a porte chiuse nello storico santuario della zebra battipagliese, prima il Pastena davanti al proprio pubblico fino al sopralluogo che lo ha dichiarato inagibile e a rischio crollo.
La stagione è archiviata, difficile, partita malissimo e poi risollevata nonostante il doppio cambio tecnico che ha portato in entrambe le occasioni un buon feedback e una risoluzione dei problemi di risultati. La zebra in poco tempo con Mario Pietropinto e poi con Enzo Fusco ha sognato i raggiungimento dei play-off, ha provato a tenerseli stretti prima della doccia fredda della questione Pastena che ha dato il via ad un lento degrado fino alla salvezza conquistata domenica nonostante la sconfitta. A semplificarle la vita la caduta della Scafatese contro la Palmese.
Salvezza c’è ma inizia a mancare la certezza del futuro. Prima del termine della stagione la squadra ha consegnato il titolo al sindaco Cecilia Francese e ha diminuito gli allenamenti come se avesse annunciato una resa incondizionata.
Le nubi attorno alla zebra si intensificano, le certezze diminuiscono. Sono un sollievo certamente le parole di Mario Pumpo presidente bianconero che nella sfuriata post gara esclude la conferma per gli attuali uomini in rosa. Un chiarore nella tempesta sotto la quale Carmine Guariglia annuncia le dimissioni.
Cosa resterà di questa Battipagliese?
Cristina Mariano




