Il peso di una maglia, il peso della fascia di capitano dopo l’addio di Mareke Hamsik, cos√¨ Lorenzo Insigne racconta tutto in un’intervista al Corriere dello Sport.
“Ora le pressioni sono maggiori, la gente si aspetta molto di più da me, a volte le responsabilità sono un energizzante e hanno effetti positivi, ma ci sono momenti in cui possono essere contropoducenti e quindi negative. Però bisogna pensare che non siamo macchine, un periodo buio è inevitabile”.
Una maglia cucita addosso, tanto da non pensare, al momento ad altre squadre – “Adesso non ci penso nemmeno, so bene che in giro possa esserci qualcuno che mi stimi, ma non esistono squadre o interessamenti. Ho, però, il dovere di pensare che in questi anni con il Napoli abbia già dato qualche dimostrazione di ciò che so fare”. – Mentre su Raiola e sulla possibilità di andare via – “Niente di vero, a siete liberi di non crederci. Raiola, come Jorge Mendes, è il più forte in circolazione, tra i procuratori, un’autorità in questo campo. Finchè sarò qui darò il 100% e voglio starci ancora a lungo. Ho 28 anni e nella carriera può capitare di trovarsi davanti ad un’offerta, come dire? Irrinunciabile”. – L’intervista al quotidiano sportivo prosegue – “Mi scoccia arrivare ad un passo dal successo e poi non mi trovo nulla tra le mani. Questo da fastidio anche ai miei compagni di squadra di questo Napoli che è fortissimo e meriterebbe di regalarsi una soddisfazione”. – Il discorso si sposta sulla condizione fisica – “Ora sto quasi bene, gioved√¨ ho fatto un robusto lavoro differenziato e venerd√¨ mi sono allenato col gruppo. Il pensiero va all’Arsenal, mi aspetto di affrontare una squadra che ha tantissima qualità”. – Insigne, poi, torna a parlare dello scudetto perso la scorsa stagione, dell’Europa League e di Higuain – “Una ferita difficile da suturare, ma guardiamo avanti, ci abbiamo creduto e potevamo farcela, quindi fa più male. Questa, insieme all’eliminazione dal Mondiale a San Siro, sono le sofferenze che mi porto dentro. Come se in quell’istante mi fosse crollato in mondo addosso. Europa League? Due gare complicate e poi la semifinale. Non sarà semplicisimmo, ma non abbiamo paura, anzi, è il nostro folle desiderio. Higuain? Non mi andò giù il suo modo di esultare. La Juventus fu una sua scelta, libero di prenderla ci mancherebbe, però poi ci siamo incrociati diverse volte e mai una volta è venuto a salutarci nello spogliatoio, come sarebbe stato naturale fare. Vuol dire che ce l’aveva anche con noi, con i suoi ex compagni di squadra che lo hanno aiutato a segnare trentasei gol in campionato”.
Francesco Manetti




