Come si sa, l’8 marzo dal 1922, in Italia, è considerato la Giornata Internazionale della Donne. Erroneamente definito Festa della Donna, è un giorno in cui si cerca di ricordare la tragedia del 1908, quando 126 operaie morirono nella fabbrica di camicie Cotton & Cottons. Diversamente da quanto si pensi, le proteste delle donne nei confronti dell’emarginazione politica, sociale ed economica, oltre che disparità sotto ogni punto di vista, hanno origini molto lontane. Tra le tante si ricorda la prima conferenza di Stoccarda che si occupò del tema nel 1907. ma anche precedentemente ci furono dei focolai di protesta. Ricordiamo, quindi, una delle suffragette che lottò per la parità delle donne.
Stiamo parlando di Florence Dixie, scozzese di nascita, giornalista e avvocato, oltre che attivista e presidente della prima società di calcio femminile nel Regno Unito, la British Ladies Football Club.
VI PRESENTO FLORENCE DIXIE – Nasce in Scozia nel novembre del 1855 da una famiglia di discreta importanza nel panorama sociale e politico dell’età vittoriana. La madre è Caroline Margareth Clayton, mentre il padre è il Generale Sir William Clayton, ufficiale dell’esercito del Regno Unito e membro del Parlamento nonch√© eletto all’House of Commos nei primi anni del 1300, 5th Baronetto. Una famiglia eccentrica quella di Florence e segnata da tragedie. All’età di tre anni Florence perde il padre in un incidente, ma aleggia sulla sua scomparsa il sospetto di un suicidio. Nel 1862. quando Florence e il suo gemello James hanno 7 anni, la madre decide di chiudersi in convento, lasciando i figli all’educazione francese di Lady Queensberry. Da sempre con un aspetto molto mascolino, Florence si distingue dalle donne dell’epoca proprio per la sua attitudine combattiva, ma anche per il suo aspetto ribelle, per il tempo. I capelli corti ne sono la dimostrazione. Donna sportiva eccelle in equitazione, tiro a segno e nuoto. Diventa giornalista nel 1878, quando si trasferisce in Patagonia assieme ai figli e al marito, lasciando la loro vita aristocratica e diventa una corrispondente di guerra. Precedentemente scrittrice è autrice di vari romanzi. Nel 1894 diventa presidente della neonata società di calcio femminile. Come detto, femminista, attivista e donna battagliera, ha da sempre sposato le cause importanti su cui lottare come la figura e la posizione della donna nel post- seconda rivoluzione industriale, i diritti degli animali, l’autonomia irlandese e le ragioni degli Zulu in Sud Africa.
LA BRITISH LADIES FC – Nel 1894 fonda assieme a Nittie Honeyball la prima società di calcio femminile. Un’iniziativa figlia della realtà delle donne in seguito alla seconda rivoluzione industriale, che le vede recluse in un angolo con pochi diritti e la classifica visione della donna come focolare della casa. La nascita della BLFC è un vero e proprio atto di protesta nei confronti della visione politica, economica e sociale delle donne in quell’epoca. Florence ne diventa presidente, ma non certo senza una condizione determinante affinchè accetti l’incarico. Florence da sempre vive lo sport non solo come hobby e sfogo, ma come un mezzo di libertà politica ed economica della donna. Non a caso la sua volontà è quella che la BLFC si adoperi a guadagnare, ma soprattutto che le donne sposino in pieno lo spirito sportivo che lei tenta di apportare alla squadra. Cos√¨ in effetti è. La scelta da parte della Honeyball di nominare Florence presidente non è casuale e viene molto influenzata dalla politica che professa la stessa Dixie. A lei spetta il compito di promuovere la società. Cos√¨ è: sono 35 le donne che rispondono all’appello delle due fondatrici e vengono create due squadre, la Nord e la Sud, ma senza alcun reale riferimento geografico. Dopo la prima partita le due dirigenti hanno risposte molto importanti dal pubblico. L’incontro ha una risonanza e rilevanza mai avute prima di allora, nonostante non si stia assistendo alla prima partita di calcio tra donne. Lo spirito ribelle e battagliero dell’iniziativa contagia, più in maniera negativa che positiva. Non a caso la vita della BLFC dura appena due anni, causa l’ostruzionismo della FA che, nel 1902, vieta qualsiasi incontro tra i tesserati della federazione e le donne.
L’ASPETTO TECNICO-TATTICO – In età primordiale, il calcio non vive di tanti moduli e tatticismi come li conosciamo adesso. Infatti il modulo è un 3-2-5 o un 3-1-7. Non si bada alla difesa, ma molto all’attacco. Non esiste il fraseggio, ma solo un lungo possesso palla e dribbling con i compagni, o in questo caso le compagne, che supportano l’azione aspettando un eventuale passaggio. Il calcio matura e cambia con il cambiare del tempo diventando sempre più materia complessa e ricca di sfaccettature, quelle che oggi conosciamo. Fatta questa premessa, il calcio praticato dalle suffragette della British Ladies è il tipico calcio che si vede in età vittoriana. Non a caso le due fautrici della società scelgono come guida un ex calciatore professionistico: John William Julian, che adopera un vero e proprio sistema di allenamento e di visione dello sport professionistico. Ci sono due sedute di allenamento settimanali e le sue ragazze nel corso dei due anni di vita della squadra riescono ad accrescere l’audience e soprattutto gli incassi, tra chi le sostiene e chi le insulta. Nel 1895 la BLFC va in tourn√©e in Scozia ed è quella l’ultima apparizione delle calciatrici che pian piano spariscono cos√¨ come sono nate.
IL CALCIO FEMMINILE E LA STAMPA DELL’EPOCA – Al contrario di quanto si pensi, l’iniziativa della Honeyball e della Dixie non riceve un pregevole apporto dalla stampa, che figlia di una visione vittoriana della donna non ha nessuna intenzione di promuovere una, seppur pacifica, ribellione allo status quo dell’epoca. Non a caso seppur rispondano in tante all’invito di Nittie Honeyball, non mancano le critiche e le mediatiche gogne. Nella prima partita, infatti, nonostante la presenza dei tanti spettatori, non mancano gli insulti, gli schiamazzi e una bocciatura sulle colonne dei quotidiani dell’epoca. L’incontro viene definito come una farsa e le calciatrici una banda. Sotto accusa anche l’abbigliamento, definito ridicolo e volgare. Le calciatrici indossano la canonica casacca da calcio e dei pantaloni larghi fino al ginocchio e stretti sotto, in modo da facilitarne i movimenti. Innovazione assoluta l’assenza del bustino, accessorio fondamentale all’epoca che anche le sportive indossavano durante gli allenamenti e le competizioni. Il calcio è visto come uno sport maschile nonostante la determinazione delle due fautrici, l’idea generale dell’epoca non si schiodava da quella convinzione. L’attacco principale, comunque, è contro la figura di Florence Dixie, considerata un personaggio di rilevanza pubblica, figlia di una famiglia aristocratica, ma sicuramente una contestatrice, binomio che in quell’epoca non è considerato un pregio ma un difetto.
Cristina Mariano




