Nola 1925. Una vittoria per l’autostima e ripartire, il mix giusto per la salvezza

Quando si insegue una vittoria, spesso si può cadere nell’ossesione di trovarla, cercarla, finendo poi nell’imbarazzo di una caduta libera. Questa è la situazione in cui ha rischiato di ritrovarsi il Nola che, dopo sei sconfitte consecutive, ha ritrovato il tanto sperato successo in campionato. Tre punti pesantissimi contro il Savoia, squadra di caratura superiore, al termine di una partita dura per gli uomini di Liquidato, bravissimi a sfruttare la prima occasione concessa dagli oplontini, per poi resistere col coltello tra i denti e con la forza di chi non vuole mollare.

Un Troianiello lavoratore che si sacrifica per il bene della squadra, un Esposito cinico e decisivo contro la sua ex squadra e ex dirigenza, D’Anna una certezza, Vaccaro una sicurezza e Gragnaniello una garanzia, infine i tifosi, dodicesimo uomo. Una squadra intera, unita, che, dopo l’iniezione di fiducia, potrà guardare al futuro con una maggiore convinzione dei propri mezzi, il campionato non è ancora finito, l’obiettivo non è ancora raggiunto ma è li a portata di mano.

Il Nola c’è ed è vivo, ieri ne ha dato la prova, e ci sarà anche nelle ultime partite della stagione, otto partite, otto finali per la compagine bruniana, tra cui almeno tre scontri diretti: Gragnano, Sarnese e Nardò. Due trasferte su tre partite, quella con i pastai, dopo la sosta, e con i pugliesi, all’ultima giornata, con il buon augurio e la speranza che la salvezza non debba passare per i play out.

Gianfranco Collaro