Sembra un melodramma senza fine, una vera e propria odissea quella che affligge il Pomigliano Calcio e di riflesso i suoi tifosi costretti a vagare per tutto il napoletano per poter seguire la propria squadra. Dopo l’annata tra San Sebastiano al Vesuvio e Volla, in questa stagione la dirigenza capeggiata da patron Raffaele Pipola aveva trovato l’accordo con il Comune di Mugnano per accodarsi alle altre società che giocano al Vallefuoco.
In caso di concomitanza con altre partita il Pomigliano si sarebbe spostato al Borsellino di Volla, situazione verificatasi solo una volta. In altre occasioni il Pomigliano si è dovuto spostare a Ercolano, al Solaro, dove con a rottura tra il Granata 1924 e il Comune ha permesso alla squadra di Pipola di usufruire dell’impianto della città degli scavi.
Anche in questo caso la situazione si è creata solo in un paio di occasioni, una delle quali proprio in questa settimana, quando per lasciare posto alla squadra di Gaetano Battiloro il Pomigliano ha dovuto emigrare al Solaro di Ercolano. Pomigliano sempre più emigrante, quindi, in un continuo vagare per i campi liberi, quando a due passi ci sarebbe il Gobbato. C’è il Gobbato, ma le condizioni del campo di Pomigliano si fanno sempre più critiche: erba alta, vegetazione incolta, erbacce, e gli spalti che si sgretolano su loro stessi lasciati senza manutenzione e alla merc√© delle intemperie, cos√¨ come le scritte “Rivogliamo il Gobbato” che decorano le mura dell’impianto vanno pian piano a scolorire e a sgretolarsi come rocce carsiche sotto il lavoro silente e inesorabile delle piogge.




