Benevento-Avellino. Febbre da Derby: vince chi ha più fame

Derby, una parola che racchiude tanto fascino. In qualsiasi categoria la parola derby è sinonimo di partite di alto livelli tecnico, tattico, ma soprattutto agonistico.

Quello tra Benevento e Avellino non è da meno. Obiettivi totalmente contrapposti. I sanniti hanno bisogno di riaccendere la fiducia nei propri tifosi, affamati e ambiziosi, ritrovando la vittoria che manca da diverse giornate. Dall’altro lato del campo ci sono gli irpini di Novellino. I biancoverdi hanno bisogno di punti per assicurarsi la permanenza in categoria messa in discussione dalla penalizzazione di tre punti per le vecchie questioni di calcio scommesse.

Il derby dovrebbe essere comunque una storia a sè, ma il peso degli obiettivi si fa sentire. Partita maschia, vivace e ricca di emozioni. Non c’è dubbio, ma in questi match solitamente non vince chi ha più tecnica, ma chi ha più fame. E da quanto si è visto nei 90′ di gioco ad avere più fame è stato proprio il Benevento.

La squadra di Marco Baroni voleva riscattare il periodo nera, sognare ancora verso lidi ancora più rosei, quali sono i play-off. Squadra non al meglio, un Ciciretti acciaccato e qualche assente per problemi fisici, ma nonostante questo il biondo attaccante mette paura alla difesa irpina.

Djimsiti e compagni reggono bene, ma il raddoppio è un orrore del calcio, con Omeonga che si fa saltare senza tanti problemi da uno sprizzante Falco.

Un tanto atteso Eusepi segna il gol che riaccende le speranze, ma la sua prestazione non è sufficiente e la sua esultanza in faccia agli ex tifosi non può che far piacere, ma solo questo. Tanto Ardemagni, ma poco sostenuto dai compagni di reparto fino all’arrivo di Bidaoui. Il belga pieno di energia e voglia di fare bene prova ad ubriacare la difesa avversaria, ma capitan Lucioni e compagni non si lasciano di certo impaurire.

Avellino che si rende pericoloso solo nei minuti finali, sfiorando il gol del pareggio con Djimsiti, ma è troppo poco. I tifosi si aspettavano un attacco famelico da parte di chi deve mantenere la categoria a tutti i costi. Prestazione sulla falsa riga di quella vista ad Ascoli, che lascia insoddisfatti tutti, tranne i tifosi avversari, che al solito, tra le mura del Vigorito non lasciano scampo a nessuno.

Cristina Mariano