Napoli. L’ex Taglialatela: “Higuain? Scelta professionistica non da tifoso”

In questi giorni l’umore a Napoli non è dei migliori, a causa del doloroso addio di Gonzalo Higuain alla Juve. Al tempo stesso, però, c’è chi al Napoli ha regalato tutto, cuore, anima e carriera. A vestire la maglia azzurra sono stati in tanti, ma sono stati in pochi quelli che hanno ostruito un legame eterno con questa squadra. Per lo più, chi è entrato nel cuore dei tifosi sono stati attaccanti, che a suon di gol hanno portato dei risultati.

Ma c’è stato anche chi, parando un rigore ha scalfito la storia, chi, si è preso anche la responsabilità di una retrocessione. Stiamo parlando di Pino Taglialatela, conosciuto dai tifosi azzurri come Batman.

Raggiunto telefonicamente in esclusiva dalla nostra redazione, Taglialatela ha rilasciato alcune considerazioni sulle questioni che stanno riscaldando questa rovente estate, dal trasferimento di Higuain al mercato.

Tanti anni nel Napoli, hai indossato la maglia azzurra anche nei momenti più difficili. Alla luce di questo, come commenti l’addio di Higuain?
Ognuno è fatto a modo suo. Quella di Higuain credo che sia stata una scelta più professionale che di cuore. Evidentemente non sentiva dentro il progetto Napoli e si sarà dimenticato tutto l’affetto che gli hanno dimostrato i tifosi, con la popolarità che gli ha portato. Il calcio si conosce, ci sono giocatori che fanno delle scelte per i progetti o per vincere di più. Poi, non essendo napoletano e tifoso come lo sono stato io, la scelta è stata anche più semplice e basata maggiormente sul progetto e sull’ambizione di vincere con la squadra che, in Italia, difficilmente si può battere. Ripeto è stata una scelta professionistica e non di cuore. Certo il modo non è stato bello n√© per i tifosi, n√© perch√© è andato via senza dare una spiegazione. Avrebbe potuto spiegare la sua scelta e comportarsi in maniera diversa. Invece è andato via a testa bassa, sarà il suo carattere.

Tonelli, Zelinski, che ancora non è ufficiale ma oggi dovrebbe sottoporsi alle visite mediche, Giaccherini e Milik. Come giudichi ad oggi il mercato del Napoli?
Solitamente aspetto la fine del mercato prima di giudicare. Ad oggi dico che il Napoli ha comprato dei giocatori duttili, che servono al gioco di Sarri. Giaccherini mi piace tantissimo, Tonelli, che se non erro ha un problema fisico, spero che si riprenda presto. Infine Milik, non lo scopriamo noi. A giugno sembrava destinato ad andare alla Juve. I giornali di Torino lo hanno definito l’erede di Lewandoeski, cos√¨ come fu per Higuain. Al momento darei un 65. O 7, ma il mercato è ancora lungo e si sa che anche all’ultimo momento può succedere qualcosa di interessante.

Parlando del tuo passato. Record-man italiano per percentuale di rigori parati, uno molto importante a Baggio, hai vissuto il primo scudetto del Napoli, la retrocessione. Tra tutti, qual è il ricordo più bello e quale il più brutto?
I ricordi belli sono tanti, ma non posso negare quello più bello è aver indossato la maglia azzurra tutte quelle volte. Ce ne sono tanti di momenti che ho nel cuore, ho vissuto lo scudetto, ho guardato giocare il più grande giocatore di tutti i tempi. Il più brutto ovviamente la retrocessione. √à una ferita che resta ancora aperta. La situazione societaria era molto difficile e ne abbiamo risentito anche sul campo. Questa è una cosa che fa ancora male ed è una ferita che non si chiuderà mai.

Cresciuto nell’Ischia, poi allenatore ed infine Presidente, tuo figlio indossa la maglia gialloblù. Adesso per problemi economici è stata esclusa dal prossimo campionato di Serie D. Il tuo giudizio sul crack degli isolani?
Era annunciato. Io sono andato via a novembre dello scorso anno e ho preso questa decisione proprio perch√© non ascoltavano i consigli che davo per riuscire a tenere a galla la società. All’epoca infatti c’erano già dei problemi. Nel giro di un anno e mezzo sono riusciti a mandare tutto nel baratro. Nei campionati professionistici a gestire le squadre molto spesso ci sono delle persone che on pensavo al collettivo, ma pensano solo ai loro interessi. Ecco loro hanno fatto questo, hanno pensato ai loro interessi trascurando tutto il resto.

Tra i napoletani si respirano malumori, anche alla festa per i 90 anni solo 37mila presenze. È stato definito quasi un flop. Cosa diresti ai tifosi azzurri per rassicurarli?
Conosco molto bene i tifosi napoletani e so che appena ci saranno i primi risultati positivi lo stadio si riempirà. I napoletani sono cos√¨. Poi sono convinto che con Sarri, che è la garanzia di questa squadra, si potrà fare bene. Nel calcio conta il collettivo e il Napoli ha un collettivo molto forte. Inoltre Sarri è un allenatore in gamba che può mettere in difficoltà tutti con i suoi tatticismi e il suo modo di giocare. Il bello del calcio è proprio questo, l’imprevedibilità. In campo si scende in 11 contro 11 e finchè l’arbitro non fischia la fine della partita può sempre succedere di tutto. I napoletani questo lo sanno molto bene. Conte ce l’ha insegano con i miracoli fatti con la sua Nazionale, con l’impegno si può fare molto e sono convinto che il Napoli farà bene anche quest’anno.

Cristina Mariano