Napoli. L’unicità del tifoso azzurro

Il calore del tifoso napoletano è noto a tutti. Non ce ne sono di eguali, nonostante ci si affanni a cercarli. L’affetto che i partenopei danno ai loro beniamini supera quello di qualsiasi altro tifoso. Amore infinito e (quasi) incondizionato che riempie il cuore. E gli azzurri vogliono essere ricambiati, proprio come se il Napoli fosse l’incarnazione della donna della loro vita. Come in ogni relazione affettiva c’è qualcosa di cui lamentarsi, perchè amare è sopportare i difetti altrui. Il napoletano tifa con la stessa intensità e passione con cui vive.

Eterno sognatore si entusiasma con poco e si disillude con altrettanto. Dalle stelle alla stalle e dalle stalle alle stelle con la medesima facilità. √â come un bambino che fa capricci e subito cambia umore quando viene accontentato. A inizio campionato partono i proclami; Questo è l’anno buono. Alla prima sconfitta, o partita sottotono, però si torna con i piedi per terra.

Al fischio finale partono subito i commenti a caldo: si esulta o si soffre; si idolatra o si distrugge. Dagli spalti si alternano applausi e fischi indifferentemente. Il napoletano cambia idea facilmente ma ha pur sempre delle certezze. Ci sono, infatti, quei giocatori che a prescindere restano intoccabili, come per esempio Lavezzi pochi anni fa, Maradona sempre e comunque. Hamsik in sostituzione di Lavezzi. Quando poi il giocatore è di Napoli tutto si complica. La pressione è maggiore e le pretese altissime, ma al primo passo falso lo buttano a terra senza pietà. √à complicata la posizione del giocatore del Napoli made in Napoli. Ma la fatica è pressoch√© comune a tutti. I giocatori sottovalutati hanno vita più facile: partono sommersi da fischi, ma col passare del tempo si conquistano di forza gli applausi, l’affetto e la stima dei propri tifosi. Gli esempi sono tanti, ma al tempo stesso sono inutili: ai lettori l’arduo pensiero.

Il tifoso del Napoli vive tutto con estrema passionalità, con l’ansia. In tempo di mercato se ne vedono sempre delle belle. Le lamentele che ci sono durante le sessioni di mercato sono costanti e martellanti e il motto per eccellenza vede il patron azzurro al centro della polemica, reo di non portare all0mbra del Vesuvio giocatori di un certo livello. √à il periodo di maggiore fervore in cui la fantasia per i possibili acquisti infiamma i cuori e le possibili cessioni fanno tremare le ginocchia, al sol pensiero che un pezzo pregiato possa andare via. C’è inoltre un’abitudine che non tramonta mai: guardare sempre in casa di altri. I paragoni sia in campionato, coppa, o qualsiasi altra competizione, sia in fase di mercato non mancano mai.

L’animo napoletano tende al disfattismo quasi cronico. Acquisto implica cessione, è inevitabile per loro. Cos√¨ come è inevitabile pensare che un giocatore poco conosciuto e con il nome poco altisonante sia un acquisto non all’altezza del Napoli. L’erba del vicino è sempre più verde e mai come in questo caso il proverbio calza perfettamente.

Sostanzialmente nella propria squadra del cuore c’è sempre qualcosa che non funziona come deve funzionare, c’è sempre qualcosa di cui lamentarsi anche se è pura invenzione.

Ma al tempo stesso il tifoso napoletano è orgoglioso, è fiero, è patriottico. Il Napoli è sinonimo di Napoli, quella città tanto vessata e tanto amata. la tifoseria napoletana è una famiglia< accogliente che apre le braccia a chiunque si voglia unire a loro, è appassionata, ambiziosa. Vivw il calcio come riscatto sociale, politico e mediatico .

Il tifoso napoletano in s√© ha tutto quello che c’è di bello e di brutto nel tifo italiano, quello più focoso, accentuato al massimo, e con quella caratteristica di eterna insoddisfazione che lo rende unico nel suo genere!

Cristina Mariano

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