Torna la nostra nuova rubrica, oggi ospite la punta Gennaro Esposito. La sua carriera parla per lui, gol a grappoli e mille emozioni con tante maglie di piazze importanti.
Quando nasce l’amore di Gennaro Esposito per il calcio?
“L’amore per questo sport nasce fin da subito, già da piccolo passavo interi pomeriggi in piazza a Brusciano. Giocavo senza pensieri, anche con ragazzi più grandi. Poi a 6 anni un mio maestro mi prese nella sua scuola calcio a Marigliano e da lì è partito tutto”.
L’emozione più grande vissuta tra i grandi?
“Ne ho vissute davvero tante, la più grande però è solo una. Il mio esordio in Serie B con il Napoli, un’emozione enorme che porto dentro. Dopo quella partita ho avuto i crampi per una settimana, ma non la dimentico mai anche perché da piccolo ero sempre sugli spalti e passare da lì al campo è davvero una grande emozione “.
Tante piazze in carriera, qual è quella che più ti è rimasta dentro?
“Ho avuto l’onore e la fortuna di indossare tante maglie e di vivere tante emozioni. Le piazze più belle sono quelle campane, per il calore che ti danno e per come viene percepito il calcio in città. A volte sei un professionista tra i dilettanti e non capita così facilmente. Le piazze che più mi rimangono dentro però sono Cava, Benevento, Torre Annunziata, Torre del Greco e Giugliano”.
Il gol più bello della tua carriera?
“Quello che deve ancora venire, il prossimo. Solo una persona mi ha fatto questa domanda prima di te, il grande direttore Perinetti. Proprio lui mi disse questa cosa e col tempo ho capito che è davvero così ed è ormai un mio pensiero”.
Il Gennaro Esposito fuori dal campo?
“Fuori dal campo sono una persona tranquilla ed umile. Mi piace stare con la mia famiglia, vivo per loro. Ho la fortuna di avere una donna meravigliosa al mio fianco che mi ha regalato tre figlie che sono la mia vita.Cerco sempre di dare loro i valori che mi sono stati trasmessi e spero che per loro sono un buon padre. Mia moglie e le mie figlie sono la mia vita e lo dimostra anche il fatto che a Messina loro non ci hanno pensato su due volte, hanno mollato tutto e mi hanno seguito”.
Cosa ti senti di dire sul campionato del Giugliano e qual è l’obbiettivo primario di Gennaro Esposito?
“Siamo una famiglia, un gruppo vero fatto da uomini e da amici che sono sempre pronti per aiutare il compagno. Questo fa la differenza, poi la piazza insieme ai tifosi ci danno una mano incredibile, sono davvero una spinta immensa. Speriamo di raggiungere i playoff e di vincerli, lo merita la società. A livello personale spero che di aiutare i giovani che abbiamo e in particolar modo Orefice che per me può andare tranquillamente in grandi palcoscenici e che adesso sta vivendo un periodo di stop ma lo aspetto”.
Come ti vedi in un futuro a carriera finita?
“Non ci penso, vivo a pieno questi momenti. Mi sento ancora un ragazzino anche se l’anagrafe dice altro. Ho tanta voglia di fare gol su gol, se proprio devo immaginare un futuro seppur lontano, mi vedo ad aiutare i giovani ad emergere. Mi rendo conto che è difficile, però sono pronto anche a trovare un lavoro lontano dal calcio e di dare un futuro alle mie figlie”
Cosa ti senti di dire ai giovani che si affacciano al calcio?
“Di fare sacrifici. Quelli che si fanno oggi saranno importanti e daranno i frutti un domani. Avere fame di successo e di ascoltare i consigli dei senatori. Non mi piace questa regola degli under, è controproducente proprio per i ragazzi, ma di giovani forti c’è ne sono”.




