“Wags a chi?” Non solo veline. Veronica svela il suo Esposito: “Gennaro? Parla sempre di calcio!”

A volte ritornano. La nostra rubrica torna dopo una lunga assenza per tornare a raccontare gli idoli del calcio campano nella vita quotidiana. A raccontarli ci pensano le mogli e le fidanzate dei calciatori. Donne magari sportive, magari no. Donne che dividono il proprio uomo con una lavoro particolare, quello di giocatore. Le chiamano wags e spesso sono il bersaglio di offese o insulti, perchè responsabili di questa o quella scelta di maglia del consorte. Con la nostra redazione abbiamo deciso di navigare nel mondo del lato femminile dei calciatori con la nostra rubrica “Wags a chi?” Non solo veline.

Eravamo rimasti alla famiglia Signorelli, dell’ala del Pianura Gennaro. Neanche a farlo a posta, ci sarà un altro Gennaro sotto la lente d’ingrandimento e raccontato dalla moglie. Stiamo parlando di Gennaro Esposito, di cui ci dirà la moglie Veronica Galletta.

Cosa farebbe una donna per il suo uomo? Specie quando l’amore è ancora fresco e il romanticismo prende il sopravvento su tutto. “Com’è il mio rapporto col calcio? Beh, all’inizio, cioè a 19 anni, non seguivo il calcio ma poi…. dopo che ci siamo fidanzati, che trasferte! Ho fatto 250 km da sola tutte le domeniche, pur di assistere ad una sua partita. Amavo il calcio come amo lui. Ero tifosa, l’ho seguito dappertutto anche con le figlie piccolissime. Adesso forse per via degli impegni ho un bel rapporto col calcio ma non come a 20 anni.  In ogni caso, amo il calcio e lo sport in generale essendo anche io sportiva. Non di professione, certo, ma corro e credo che lo sport sia molto importante per tutti, per la serenità interiore, ma anche esteriore”.

Negli anni il legame tra Veronica e Gennaro non si è dissolto e il calcio, per lei, non è un problema: “Con un marito calciatore si sta bene. Ma come in tutti i lavori ci sono pro e contro. -ed ecco uno dei conto-come tutti ha qualche difetto. Il suo difetto principale è che porta il calcio anche a casa ed io sento sempre parlare di calcio. Con gli amici, colleghi…Poi è spesso pensieroso soprattutto prima di una gara”. 

Da parte di Veronica anche una piccola confessione: “Dirgli di ritirarsi? Sì, a volte lo penso, ma non gli dico nulla. Si fanno tanti sacrifici, tantissimi.. e non si è mai capiti abbastanza. Lui rispetta ogni maglia che indossa, sempre e comunque. Io quando ci sono state delusioni gli ho sempre detto «non preoccuparti, i sacrifici vengono premiati». Ah io gli scrivo «ti amo» quando non segna, ma quando segna posso pure farlo arrabbiare, tanto lui è in alto con la mente. Questo è un calciatore l’euforia che ti dà lo sport e fare goal: è inspiegabile forse. Raggiungi obiettivi che non fanno felice solo te, ma tutte quelle persone che hanno una passione chiamata calcio. L’ultima cosa: lo sport è vita io lo amo in generale e lo pratico anche”.

Volendo scavare ancora un po’ nell’uomo e nel calciatore: “Di Gennaro vedo in campo come nel privato la sua pazienza, il suo rispetto verso gli altri, ma soprattutto la sua forza nel non arrendersi mai”.

Gli anni, però, passano per tutti. La vita porta a cambiare, volente o nolente: “Gennaro è molto cambiato. Quando l’ho conosciuto era timido e insicuro per via dell’età, ma poi soprattutto dopo i 25 anni è diventato molto sicuro: è un leader e non ha paura di nulla. Ha troppa passione è aumentata con gli anni”.

E in chiusura, se nel corso nell’intervista Veronica ha dato la carota, è tempo del bastone: “Cambierei il fatto che delle volte è troppo sincero e dice troppo le cose in faccia. E cambierei di lui che, delle volte non vede tante cose,  soprattutto x l’amore verso questo lavoro. Come in tutti i campi meglio dire agli altri quello che non si pensa per andare sempre avanti!”