Con l’emergenza sanitaria, ahi loro, le mogli e le fidanzate dei calciatori possono godersi i loro mariti, senza l’intrusione del calcio. Fine settimana con i compagni di vita, che hanno scelto nonostante le assenze, gli impegni, i ritiri, le trasferte. Donne magari sportive, magari no. Donne che dividono il proprio uomo con una lavoro particolare, quello di giocatore. Le chiamano wags e spesso sono il bersaglio di offese o insulti, perchè responsabili di questa o quella scelta di maglia del consorte. Con la nostra redazione abbiamo deciso di navigare nel mondo del lato femminile dei calciatori con la nostra rubrica “Wags a chi?” Non solo veline.
Per la quinta uscita abbiamo deciso di spulciare gli affari della famiglia Viscido, conoscendo meglio la moglie Mina Basso e il pitbull Filippo Viscido.
Mina tiene sulle spalle la sua famiglia composta da lei, il marito e i due bambini: lavoro a casa e fuori per la consorte di Pippi Viscido, che svela: “Gestire un po’ tutto tra lavoro, casa e famiglia non é proprio una passeggiata, però si cerca sempre di incastrare tutto e tutti per non far mancare nulla a nessuno, devo dire che ci sta dietro sempre la mano dei nonni”.
Pippo, centrocampista classe ’89, ex Avellino, Battipagliese, ora all’Afragolese. Un calciatore conosciuto e stimato nel mondo dello sport locale e non solo, mentre per Mina…tutt’altra storia: “ Il mio rapporto con il calcio? Te la faccio breve -scherza- Non ne capisco un gran che seguo perché c’è mio marito. Invece, il calcio per lui è vita, non riuscirebbe a farne a meno, ci mette sempre tutto se stesso e di più. Cosa cambierei del Pippo calciatore? Più che cambiare qualcosa gli darei un consiglio ,di prendere le cose con più leggerezza”.
Viscido è conosciuto nel mondo del calcio con un soprannome emblematico, pitbull, per la grinta in mezzo al campo, la tenacia e la cattiveria agonistica: “La grinta, che ha in campo è la stessa che ha nella vita, in modo diverso con i piccoli si diletta, ma Domenico, il piccolino, di calcio per adesso non ne vuole sapere tanto, è appassionato di macchine -racconta Mina- Con Naomi, la grande, nel tempo libero si dilettano con la boxe essendo io un ex pugile. Ecco, ex per mancanza di tempo. Hanno attrezzato una camera con tutto per allenarsi, hanno montato il sacco, tutto perfetto, panca, ecc. siamo sportivi tutti e quattro direi. Filippo rispecchia nel campo il suo modo di essere, é un po’ come lo vedete, non ama le mezze misure o sei dentro o sei fuori, o sei carne o sei pesce”.
Dividendo pregi e difetti del centrocampista battipagliese: “Cosa non sopporto di lui? Il fatto che vuole sempre avere ragione lui, anche quando non ce l’ha, è la cosa che più non sopporto”. Mentre al contrario “devo dire che nei tempi addietro, spensierati, quando eravamo dei ragazzini mi piaceva proprio quel suo modo di essere e giocherellone”.
In tempi di quarantena, con i bambini in casa e senza il calcio “all’inizio è stato un po’ strano, non capitava da tanto tempo stare tutti insieme a casa per così tanto tempo, per gli orari diversi di lavoro che abbiamo. I primi giorni eravamo un po’ disorientati, poi ognuno si è organizzato, tra allenamenti, compiti e un po’ di svago per ammazzare il tempo” .




