“Wags a chi?” Non solo veline. Ida Ceraldi: “Vi racconto il Dino casalingo”

Con l’emergenza sanitaria, le mogli e le fidanzate dei calciatori possono godersi i loro mariti, senza l’intrusione del calcio. Fine settimana con i compagni di vita, che hanno scelto nonostante le assenze, gli impegni, i ritiri, le trasferte. Donne magari sportive, magari no. Donne che dividono il proprio uomo con una lavoro particolare, quello di giocatore. Le chiamano wags e spesso sono il bersaglio di offese o insulti, perchè responsabili di questa o quella scelta di maglia del consorte. Con la nostra redazione abbiamo deciso di navigare nel mondo del lato femminile dei calciatori con la nostra rubrica “Wags a chi?” Non solo veline.

Per la seconda uscita conosceremo Ida Ceraldi moglie di Dino Fava Passaro dell’Afragolese: “Lavoravo prima di sposarci, poi l’ho raggiunto a Varese e dopo essermi goduta il primo anno e mezzo/due e quando era a Trieste sono rimasta incinta. Ci  fermavamo per uno o al massimo due anni nella stessa città. Avrei potuto lavorare, ma non l’ho fatto perchè era difficile creare legami. Facevamo una vita un po’ da zingari, come si dice in questi casi, mi sono quindi occupata dei miei figli”. 

Dino dentro è completamente diverso da quello che è fuori dal campo: “Quando torna a casa lui chiude tutto fuori la porta. Non parla  dei suoi problemi –spiega Ida Ceraldi – Io ho un rapporto paradossale con il calcio. Mi piace, ma non sono una fanatica. Seguo lui, le sue partite, ma le altre no. Mi distraggo subito. Mi piacciono il tennis, il volley, il basket, ma non tifo per nessuno. Questa nostra differenza è stata una salvezza per lui, non avrebbe mai voluto una donna che segue il calcio perchè come ho detto, lui non parla mai dei suoi problemi. Al massimo chiedo io qualcosa e allora ne parla, ma altrimenti no. Però il calcio mi piace perchè è una parte di lui. Lo seguo quando va a vedere le partite, perchè come ho detto il calcio è parte di lui, della sua vita, quindi mi piace”.

A volte i rapporti tra un calciatore e la moglie non è sempre facile, specie se gli interessi sono diversi potrebbero nascere delle incomprensioni. Gestire i rapporti non è mai semplice: “Come ho detto Dino lascia i problemi fuori dalla porta, non parla di calcio se non quando faccio io delle domande, o magari quando si calma decide di sfogarsi. Gestire un rapporto con un calciatore non è semplice, perchè tu fai parte della sua vita, come te, tu vivi nel mondo del calcio, ma resti sempre all’ombra e non è facile. Io comunque di carattere sono stata felice così. Non mi sono mai messa in mezzo nelle decisioni che doveva prendere Dino, anche se doveva scegliere se restare o meno in una squadra. L’ho sempre lasciato fare, l’ho sempre appoggiato. Le donne? In Serie A ce ne sono tante, tantissime che sono lì pronte se uno volesse. Ho le mie paure, le ho avute, ma me le tengo per me. Da questo punto di vista sono sempre stata tranquilla, perchè penso che se uno deve farlo lo fa, nonostante gli stai addosso e fai la pazza, anzi se stressi è anche peggio. E poi se facevo la pazza cosa avrei risolto? Niente, avrei litigato, sarei stata male, ma ripeto non avrei risolto niente”.

Il cambio tra calcio professionistico e dilettantistico non ha cambiato niente nella mentalità di Dino Fava: “Mio marito com’era in Serie A è adesso. Ha sempre la stessa mentalità. Per lui il tempo sembra non essere mai realmente passato. Anche ora, nonostante il campionato sia dilettantistico mangia quello che mangiava quando giocava in Serie A, non scapella mai neanche in allenamento. Dà sempre il 100%, non arriva mai in ritardo. Pensi, per esempio, che ora si sia fermato? No, la quarantena non l’ha fermato per niente. La mattina va a dare una mano al padre in campagna, rientra, pranza, poi il pomeriggio fa un riposino, si allena in salone, esce con il cane, rientra e cena.  E’ rimasto fresco anche dal punto di vista mentale, è rimasto quello di 27 anni fa. Ridiamo, scherziamo come tempo fa. E’ in continuo movimento. Io invece sto dietro ai miei figli. Abbiamo un maschietto di 16 anni e una femminuccia di 11. Sono grandi quindi mi danno da fare”.

Nonostante Fava sia in continuo movimento la quarantena è stata un toccasana per la vita familiare: “Averlo a casa di domenica è bellissimo, finalmente poter vivere un week-end come tutte le altre famiglie, anche perchè in Serie A andava via il sabato, oltre che la domenica. Però, fondamentalmente la mia domenica è il lunedì. Se vogliamo uscire, fare una passeggiata e il resto lo facciamo il lunedì e non la domenica. In ogni caso questa quarantena ci permette di vivere maggiormente la famiglia, godercela. Per esempio anche i nostri figli prima stavano separati, adesso hanno imparato a conoscersi sotto altri punti di vista, giocano insieme, scherzano, si prendono in giro. E’ bello. Nella difficoltà di questo periodo, c’è questo lato positivo”.

A proposito di famiglia “Dino è un padre meraviglioso –confessa- Non lo dico come frase fatta. Come ho detto prima, per mio marito il tempo non sembra essere trascorso. Lo vedo, da esterna, con suo figlio mentre giocano alla Wii e alla Playstation e sembrano fratelli non padre e figlio. Li guardo e vedo lui che si arrabbia mentre gioca perchè perde e dice che il figlio è fortunato. Lui è competitivo anche nei videogiochi. Con la figlia gli interessi son diversi, ma  riusciamo comunque a trascinarla con noi, con le partite alla Playstation con videogiochi diversi, ovviamente. E’ geloso, è sempre stato geloso di me e anche di sua figlia. Ora è ancora piccola, per cui la prende ancora alla lontana, ma io sono la mediatrice della situazione. Sono una madre, ma sono stata una ragazza ed è giusto che mia figlia faccia le sue esperienze di vita”.