“Wags a chi?” Non solo veline. Cinzia Igea e il suo Gennaro Signorelli: “In campo l’opposto rispetto a casa. Ecco il mio sogno per lui”

Torna il calcio, torna la nostra rubrica. Nonostante sia ancora viva l’emergenza sanitaria, il calcio ha ricominciato a riempire le vite dei calciatori e delle loro famiglie.  Tornano i fine settimana senza i compagni di vita, che hanno scelto nonostante le assenze, gli impegni, i ritiri, le trasferte. Donne magari sportive, magari no. Donne che dividono il proprio uomo con una lavoro particolare, quello di giocatore. Le chiamano wags e spesso sono il bersaglio di offese o insulti, perchè responsabili di questa o quella scelta di maglia del consorte. Con la nostra redazione abbiamo deciso di navigare nel mondo del lato femminile dei calciatori con la nostra rubrica “Wags a chi?” Non solo veline.

Per il grande ritorno abbiamo deciso di raccontare il privato di Gennaro Signorelli tramite la sua dolce metà Cinzia Igea. 

Un periodo particolare per la famiglia Signorelli. La quarantena, la successiva difficoltà di trovare un progetto importante e serio, il trasferimento fuori regione e ovviamente la paura del virus: “Sì nel pieno della quarantena, nella sfortuna siamo statu fortunati perché è arrivata la nostra vittoria più importante, nostro figlio. -racconta ai nostri microfoni Cinzia Igea- ce lo siamo goduto a pieno. Per quel che riguarda la distanza, abbiamo fatto un passo noi 3 insieme perché non riusciamo a stare divisi. Avendo un neonato il papà ha bisogno di stargli vicino nelle sue prime cose. Non è stata una scelta facile. Le paure continuano perché abbiamo un neonato che la sua salute viene prima di tutto”.

Proprio sull’argomento paternità, Cinzia descrive così il marito: “Gennaro è un papà premuroso al massimo è un papà che proprio non riesce a stare lontano da noi, un papà presente ed un papà che sacrifica tutto se stesso per la famiglia”. 

Appassionata di calcio, con il Napoli nel cuore come squadra preferita, ma anche una compagna sempre vicina al marito allo stadio: “Sarò sempre vicino a lui nelle vittorie e nelle sconfitte. Sono poche le volte che non ci sono stata, amo il calcio tanto quanto lui, lo seguirei ovunque, adesso non poterlo seguire sul campo mi pesa tantissimo. Per quel che riguarda il mio essere tifosa, siamo stati a varie partite del Napoli. Io penso che i tifosi sono il dodicesimo calciatore in campo, ogni volta che sono stata allo stadio mi venivano i brividi ,con cori e canzoni belle qualsiasi maglia si possa tifare sarà sempre bello seguire delle belle partite”

Dal tifo all’essere compagna di un calciatore: “Per me non è vivere affianco ad un calciatore ma ad un uomo speciale, comunque ci sono tanti sacrifici dietro e tante paure per le categorie che stiamo percorrendo noi. Un lato che nessuno conosce? Non saprei risponderti, come lato che nessuno conosce ..Beh Gennaro non sa perdere, a casa quando perde c’è silenzio “.

Continuando a scavare nel quotidiano di Signorelli: “Un lato calcistico che rispecchia nella vita di tutti i giorni? Non ne ha, Gennaro in campo è proprio l’opposto della persona che è fuori. A casa è molto tranquillo mentre in campo per vincere o se perde gli sale la rabbia agli occhi. Un lato che odio? No sinceramente non c’è un lato che odio, però la cosa che mi fa rabbia è che quando dice una cosa infine ha sempre ragione lui”.

Concludiamo con i sogni di Cinzia per sè e per suo marito Gennaro: “I miei sogni sono tutti legati ai suoi, vorrei continuare a vederlo vincere. Il mio sogno un tempo era di vederlo in serie molto più alte, adesso non dico che il mio sogno sia cambiato, ma guardando in faccia alla realtà spero di vederlo giocare più a lungo possibile, perché in queste categorie ci sono molte incertezze non sei mai sicuro che a fine anno hai avuto tutti gli stipendi perché so che lui ama il calcio e da moglie non gli proibirei mai ciò”. 

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