Domani saranno tre mesi senza Filippo Viscido, conosciuto da tutti come il pitbull. Calciatore grintoso, uomo instancabile che ha sempre preso la vita di petto non lasciandosi sopraffare dalle difficoltà. Sempre, tranne quella domenica pomeriggio del 17 maggio, quando ha deciso di arrendersi e alzare bandiera bianca.
A tre mesi dalla sua scomparsa, la città piange ancora di dolore. Battipaglia è affranta dalla scomparsa di uno dei suoi più rappresentativi figli, colui che ha difeso i colori bianconeri da tutti e su tutti i campi.
Già il giorno dei funerali, la Battipaglia umana e sportiva si era unita alla famiglia Viscido, con una celebrazione fuori dal comune. Quelle riservate solo ai più importanti idoli. Lo stadio “Luigi Pastena” aveva aperto le sue cancellate per accogliere il grintoso centrocampista per l’ultima volta, l’ultima sulla vita terrena. Già perchè Viscido quel manto continuerà comunque a calpestarlo nella memoria di tutti e nella sua vita ultraterrena.
All’esterno dello stadio, infatti, è stato appena terminato un murales in suo onore. Una gigantografia del calciatore disegnato e dipinto sullo sfondo del ritornello della canzone di Ligabue “Una vita da mediano”. Perchè Filippo ha lasciato solo il mondo materiale, perchè nel cuore di chi l’ha conosciuto resta e resterà sempre presente come il primo giorno.




