Virtus Avellino. Filarmonico ai saluti: “Un grazie alla società, magari è un arrivederci”

Chiusa la stagione sportiva alla Virtus Avellino con l’obiettivo salvezza raggiunto, Roberto Filarmonico è già pronto a guardare avanti verso un nuovo progetto. Infatti, concluso il campionato a 40 punti, senza passare, dunque, dai play-out, il tecnico ha salutato i biancoverdi.

“Più che un addio, potrebbe essere un arrivederci –spiega alla nostra redazione il tecnico Filarmonico- è stata una decisione difficile perchè ho collaborato con persone che stimo e legate alla maglia. Sono stato bene, ma nella mia testa c’è la voglia di continuare a lavorare per migliorarmi e per raggiungere obiettivi sempre più alti. 

Per il futuro ancora non so –continua- Sono una persona umile e restiamo tranquilli, io e il mio staff. Non ho ancora avuto proposte concrete, nè ho avuto la possibilità di confrontarmi con delle società. Speriamo che possa arrivare una chiamata”.

Ripercorrendo la stagione della Virtus Avellino: 40 punti figli di 9 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte. Un buon girone di andata qualche difficoltà nel ritorno. Una costante: squadra ostica per chiunque: “Abbiamo raggiunto l’obiettivo con determinazione. Siamo stati una squadra ostica, ci siamo confrontati con un gruppo squadra composto da esperti e giovani, quindi c’era il giusto mix per fare bene all’inizio. Poi qualche infortunio e qualche decisione societaria diversa dal progetto iniziale ci ha un po’ penalizzato. 

“Con una squadra giovane abbiamo alzato l’asticella caratteriale, perchè quella tecnica era già abbastanza alta e con tanto sacrificio e umiltà siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo salvezza. Infatti dò alla squadra una valutazione molto alta perchè come ho detto è rimasto un gruppo giovane, di 2005 e 2006, con tre o quattro esperti, sempre molto giovani. E’ stato difficile, ma il grado di applicazione dei ragazzi è stato altissimo, quindi non posso che dare il massimo dei voti”.

Non solo gioie, ma anche rimpianti: “C’è come in tutti i campionati, magari aver giocato qualche partita sottotono, oppure credere in un progetto, condizionato da qualche infortunio di troppo, in cui avremmo potuto fare di più. In ogni caso ringrazio la società per l’esperienza fatta”.