Villa Literno. Biancorossi chiedono giustizia: ma ci sarà il fermo per Rossomando?

Tiene ancora banco in casa liternese il caso Bruno Rossomando. Per meglio dire, mastica ancora amaro il Villa Literno per il pareggio contro il Montesarchio. Tramite i fotogrammi del match, infatti, la definizione di gol fantasma, sul vantaggio sannita al 7′ del primo tempo, si fa ancora più forte.

L’immagine “incriminata” testimonia che il pallone tirato da Izzo non ha mai oltrepassato i pali della porta difesa di Capuano. palla alta oltre la traversa e pallone fuori dai pali di almeno 20 centimetri. Si rafforza, di conseguenza, anche la sete di giustizia del Villa Literno che nello scontro diretto contro la seconda in classifica si vede fermare sul campo del “Tavoletta” con un pareggio nettamente inventato dal direttore di gara Bruno Rossomando, nonostante il guardalinee non avesse segnalato il gol.

“Faremo esposto” – L’incipit di quello che è nell’intenzione della dirigenza del club caro al presidente Giovanni Fontana. Un esposto per far conoscere l’errore anche agli organi competenti e a chi designa gli arbitri. L’intenzione è quella di fermare il direttore di gara, come spesso e volentieri succede anche nei campionati professionistici in seguito ad errori grossolani come quello accaduto sul campo del Villa Literno.

In caso di accoglimento della richiesta della dirigenza si creerebbe un vero e proprio precedente che potrebbe cambiare la storia del calcio campano. Un fermo per capire che “chi sbaglia deve pagare”. Il giovane direttore di gara, tra l’altro, potrebbe davvero essere fermato per almeno un turno a causa del suo cognome, nonchè delle sue parentele. Bruno Rossomando, infatti, è il figlio di Sandro Rossomando Vice Commissario della CAN Pro e Responsabile degli Assistenti degli Arbitri. Lui stesso è stato guardalinee nella Serie A fino al 2011, quando ha appeso la bandierina al chiodo per raggiungimento dei limiti d’età. Un’ombra pesante sul giovane arbitro che potrebbe costargli un fermo per evitare l’alimentarsi di voci sul suo conto.

Sarebbe un buon monito per il ragazzo da parte del padre in modo tale che possa crescere con principi sani e con la consapevolezza che sbagliare non è sinonimo di incompetenza.

Cristina Mariano