Vigorito eterno: il Benevento rinasce dalla sua fede incrollabile

Vigorito, l’uomo che non ha mai smesso di crederci: il Benevento torna in Serie B

Editoriale di Francesco Nettuno

Il ritorno in Serie B del Benevento porta una firma chiara, profonda, indelebile: quella di Oreste Vigorito. Non è soltanto una promozione, ma il compimento di un percorso fatto di cadute, risalite, scelte difficili e, soprattutto, amore autentico per una maglia e per una città che, pur non essendo la sua d’origine, è diventata casa.

Napoletano di nascita, sannita per vocazione. Vigorito ha saputo incarnare nel tempo lo spirito giallorosso, vivendo ogni stagione con un coinvolgimento che va ben oltre il ruolo istituzionale. Il suo è un amore costruito giorno dopo giorno, fatto di presenza, passione e responsabilità. Un presidente che non si è mai nascosto, nemmeno nei momenti più bui.

E di momenti difficili ce ne sono stati. Dalla doppia storica promozione in Serie A, fino al crollo improvviso che ha riportato il Benevento in Serie C nel giro di due anni. Una caduta pesante, che avrebbe potuto segnare la fine di un ciclo. Invece, è stata solo l’inizio di una nuova sfida.

Tre anni di purgatorio, tre anni di tentativi, errori, delusioni e ripartenze. Vigorito ha sbagliato, come è inevitabile per chi decide e si espone. Ma ha anche dimostrato una qualità rara nel calcio moderno: la capacità di non arrendersi. Di restare, di metterci la faccia, di continuare a investire tempo, risorse ed energie quando sarebbe stato più facile fare un passo indietro.

Questa stagione è stata l’emblema della sua visione. Una scelta forte, rischiosa, quasi controcorrente: l’esonero di Auteri e la promozione dalla Primavera di mister Floro Flores. Una decisione che ha richiesto coraggio, intuizione e fiducia. E che si è rivelata vincente.

Sotto la guida del giovane tecnico, il Benevento ha cambiato passo, mentalità, ritmo. Una squadra capace di dominare il campionato, di imporre il proprio gioco e di conquistare la promozione con tre giornate di anticipo. Numeri importanti, ma soprattutto una crescita evidente sotto ogni aspetto.

Dietro tutto questo, ancora una volta, c’è la mano di Vigorito. La sua capacità di leggere i momenti, di intervenire quando serve, di assumersi responsabilità senza cercare alibi. E, soprattutto, la sua umiltà: quella di chi sa cadere e rialzarsi, imparando dai propri errori.

Oltre vent’anni di presidenza non hanno scalfito il suo entusiasmo. Anzi, lo hanno rafforzato. Le sue parole, nel giorno della promozione, raccontano più di qualsiasi analisi: una dedica a sé stesso, ma anche una promessa chiara, quasi solenne, di non tornare mai più in Serie C.

Il futuro del Benevento riparte da qui. Da una società solida, da una guida esperta e da una piazza che, tra alti e bassi, non ha mai smesso di riconoscere il valore del proprio presidente. Perché Vigorito è stato criticato, sì, ma anche difeso, sostenuto, rispettato. Sempre.

E non è un caso. Perché al di là dei risultati, resta l’uomo. L’umanità, l’empatia, la disponibilità verso tutti: tifosi, dipendenti, addetti ai lavori e stampa. Un presidente presente, diretto, mai banale. Uno di quelli che, nel calcio di oggi, rappresentano sempre più una rarità.

Il Benevento è tornato in Serie B. Ma, forse, la vittoria più grande è aver ritrovato sé stesso. E in fondo, tutto questo, porta ancora una volta la firma di Oreste Vigorito.