Under 21. Insigne: “Che emozione la finale, i sacrifici pagano”

La finalissima contro la Spagna e’ “un’emozione bellissima, frutto di tutti i sacrifici fatti fino ad ora”. Lo dice Lorenzo Insigne, alla vigilia della sfida con le Furie Rosse in Israele che vale il titolo europeo.
“Arrivare ad una finale Under 21 e’ un’emozione incredibile – spiega il numero 10 azzurro a Uefa.com -. Abbiamo fatto tanto per arrivare fino a qui grazie sia a Ferrara che era prima sulla panchina e ha dato un grosso contributo e a mister Mangia, che e’ stato per noi fondamentale. Ci ha aiutato tanto, soprattutto a formare un grande gruppo perche’ la forza di questa squadra non e’ il singolo ma sono tutti e 23 i giocatori. Siamo sempre uniti, chiunque scende in campo aiuta a mantenere sempre grande serenita’ e concentrazione”. Tra gli Azzurrini e i parieta’ spagnoli “non credo ci siano particolari differenze, noi siamo un’ottima squadra e anche loro hanno giocatori molto importanti che sono stati in Nazionale maggiore. Siamo arrivati fino alla finale e chi e’ piu’ bravo vincera’”, dice Insigne, che a proposito di chi considera la Spagna favorita risponde: “A noi non interessa. L’importante e’ scendere in campo martedi’ e pensare esclusivamente a noi stessi. Siamo tutti uniti e cercheremo di dare il massimo per vincere”. L’uomo da tenere maggiormente d’occhio e’ Isco (“ha una marcia in piu'”), mentre per quanto riguarda le sue condizioni fisiche l’attaccante del Napoli ricorda: “Sono partito bene segnando contro l’Inghilterra il gol che ci ha permesso di vincere, poi contro Israele ho subito un forte colpo. Pensavo di essermi rotto qualcosa, talmente era forte il dolore. Dai controlli, fortunatamente, non e’ emerso nulla di grave. I dottori, i fisioterapisti e tutto lo staff mi hanno dato una grande mano a recuperare. Non pensavo piu’ di scendere in campo, ma fino alla fine mi hanno supportato, mi hanno curato e mi hanno trasmesso serenita’. E’ grazie a loro che ho giocato la semifinale”. La voglia di esserci contro l’Olanda (e’ stato decisivo con l’assist a Borini) “era tanta, era un’occasione importante partecipare ad una semifinale di un Europeo. All’inizio ero abbattuto e non avrei mai creduto di riuscire a rientrare in tempo, ma grazie a loro ce l’ho fatta”, dice. Con Mangia “ho sempre avuto un ottimo rapporto fin dal primo giorno. Ci siamo parlati con chiarezza in ritiro e mi e’ sembrato fin dal primo istante una persona seria e corretta. E’ un grande allenatore, una brava persona soprattutto nel rapporto con i giocatori, non solo con undici ma con tutti e ventitre. Si fa voler bene e non fa sentire nessuno escluso. Se c’e’ una frase che mi ripete piu’ spesso? ‘Gioca come sai perche’ sei forte e hai talento. Non pensare a nessuno, pensa solo a quello che ti dico e continua cosi””. Insigne ammette che “devo cercare di stare piu’ calmo, per esempio quando la squadra va in difficolta’ o inizia a non ‘girare’ bene”, mentre considera un suo pregio il fatto di “fare tutto quello che ho in mente quando ho la palla”. Essere numero 10 in Nazionale, onore e responsabilita’. “I numeri di maglia li abbiamo scelti in base alle presenze, ma quando e’ stato il momento di consegnare la numero 10, tutta la squadra ha voluto darlo a me.
I miei compagni mi danno tanto fiducia e sono molto contento perche’ prima di esser compagni di squadra siamo tutti amici fuori dal campo. Indossare questa maglia non la vivo come una responsabilita’, sono solo contento che abbiano fatto questa scelta e io mi sto impegnando al massimo sul campo per dar loro ragione della loro decisione. Un po’ di agitazione e’ normale ci sia prima di partite importanti, pero’ cerco sempre di stare tranquillo, di non pensarci troppo”. L’esperienza in Israele “e’ un tassello in piu’ che ti permette di arrivare fino alla nazionale maggiore. Parlando anche con l’allenatore, eravamo entrambi d’accordo che venire qua e disputare un Europeo U21 fosse importante per la mia crescita. Sono contento di esser qui, siamo arrivati fino alla finale e ce la giocheremo per vincere il trofeo”. E se gli Azzurrini dovessero riuscire ad alzare il trofeo “sicuramente sara’ un emozione bellissima, non solo per me ma anche per tutti i miei compagni e per lo staff.
Spero che andra’ bene”, conclude. (AGI)

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