Ieri sera la separazione di Ramon Taglianetti con l’Ercolanese, a distanza di due mesi dal suo arrivo nella città degli scavi. Infatti, l’ormai ex direttore sportivo dei granata aveva sposato la causa dell’Ercolanese lo scorso 31 ottobre, giorno del suo annuncio. Dopo un’esperienza, seppur breve ma fruttifera, le parti hanno deciso di dirsi addio. La nostra redazione ha ascoltato l’ex direttore di Agropoli e Scafatese, che ci ha parlato del suo arrivo ad Ercolano, fino all’epilogo.
Direttore come è stato l’arrivo all’Ercolanese, quali sono statai gli obiettivi prefessati dalla società?
“Quando sono arrivato ad Ercolano al primo colloquio con i presidenti Borrelli e Raiano, mi fu chiesto in primis di ridurre il budget che era altissimo. Avevamo in rosa 27-28 calciatori importanti, visto che l’obiettivo iniziale era quello di lottare per la vittoria del campionato, che ormai non era più possibile e quindi di limitare, tra virgolette, i danni. Sotto questo punto di vista credo sia andata bene, sono stati messi in uscita nove calciatori che si sono accasati altrove.
Ho ridotto il budget quasi del 50%, ottenendo comunque risultati importantissimi. Sono arrivato ad Ercolano con la squadra che aveva fatto 3 punti in 7 partite, le successive 9 partite con me abbiamo fatto 6 vittorie e 3 pareggi. In qusta ottica l’Ercolanese sarebbe prima in classifica, se non erro a +5 o +6 da un eventuale seconda. Putroppo nel calcio i numeri sono la cosa principale e nessuno può metterli in dubbio”.
Come mai è arrivato l’addiio?
“Naturalmente voglio ringraziare il presidente Raiano, che in questi due intensi mesi mi ha dato la possibilità di lavorare. Mi dispiace come sia andata a finire, come dice il comunicato ci siamo separati consensualmente. Non ci sono motivi importanti, ma semplicemente avevamo diverse visioni di come intendere il calcio. Visto che quello che mi era stato chiesto, lo si è raggiunto molto presto ma avevamo sammai diverse vedute sulla programmazione futura”.
Come è stato lavorare ad Ercolano?
“Lavorare ad Ercolano non è facile, perchè entrare in un sistema calcistico dove già ci sono figure esistenti che possono condizionare il tutto non è facile. Credo di essere stato bravo in questo senso, entrando e facendo capire la mia idea di calcio, che va fatto in modo serio e professionale. Lo faccio H24, non è stato facile entrare in questo sistema ma alla fine i risultati mi hanno dato ragione, lo dicono i numeri. Credo che Ercolano ha un presidente importantissimo ed è una delle piazze più importanti della Campania.
Un presidente che è una persona seria e per bene, ma non è facile fare calcio li. In linea di massima voglio ringraziare tutti, in prima persona il presidente, la società, il team manager Musto che mi è stato vicino in questo percorso, ma proprio tutto l’ambiente. Non tutte le favole finiscono in modo positivo, ma è stata una bella esperienza. Non è detto che non possa esserci una seconda storia, intanto auguro all’Ercolanese di proseguire in questa scia”.
Prima esperienza nel girone A, differenze con il B di quest’anno?
“I due gironi? Prima esperienza nel girone A, un girone difficilissimo. Credo ci siano 4-5 squadre che se la possono giocare fino all’ultimo. Acerrana, Pompei, Nola, Puteolana, la stessa Afragolese, ripeto un girone difficilissimo, servirà molto equilibrio per arrivare fino alla fine. Il calcio per me è una cosa seria e credo ci vogliano le giuste figure per poter raggiungere obiettivi imporanti. La più forte per me resta il Pompei, in questo mercato di dicembre il Nola si è rinforzato, ma anche la Puteolana che è una buona squadra, mentre l’Acerrana è quella più equilibrata e riesce ad avere un rendimento costante. Poi il ritorno sarà un altro campionato.
Nel girone B la Sarnese credo che lo vincerà sicuramente il campionato, poi ci sarà una lotta nei play off, un campionato più equilibrato con un livello mediocre rispetto al girone A. Ripeto, alla fine credo che vincerà la Sarnese”.
Cosa c’è nel futuro di Taglianetti?
“Per il futuro restiamo in attesa. Facciamo questo per lavoro, se c’è qualche società alla quale piace Taglianetti come direttore, attendiamo qualche chiamata. Il calcio è fatto di queste cose, credo che non ci sia molta riconoscenza”.




