SuperLeague. Il City saluta: ecco cosa accade

Di notte. Come le direttive di Conte. Non il tecnico nerazzurro, ma l’ex premier. Così, quasi di soppiatto. A voler sbeffeggiare anche i giornali. Come a sottolineare la lentezza di un sistema mediatico che trova nuove strade.

Il CoViD-19 ha cambiato le carte in tavola? Allora noi cambiamo tavola. Così han fatto le 12 sorelle, che a meno di 48h son divenute già orfane del Manchester City, mentre i cugini dello United perdono il dimissionario vicepresidente. È così in Inghilterra la mutazione è ormai definitiva, gli hooligans son diventati veri e propri sostenitori dei team.

Niente più risse e bagarre in curva, ma birre e spettacolo per lo show business in tribuna. A Londra come a Liverpool, il calcio come spettacolo non vuole palcoscenici ristretti. In Spagna è bagarre, fa spallucce il Barcellona di Laporta, tuona Perez del Real Madrid, mentre riflettono i colchoneros. Italia? Il calcio é lo specchio del paese, allora la Roma dei Freidkin fa muro, ADL con il suo Napoli è in sala d’attesa, Inter e Milan si sono inserite nella platea dei fondatori, mentre la Juventus di Agnelli prova a tenere ancora il banco per trattare con Uefa e Fifa.

Il direttivo guidato da Ceferin ha giurato pene severe, per questo la risposta dell’embrione SuperLeague può imboccare una delle due direzioni: fare muro e cercare una trattativa o dileguarsi come neve al sole.
Più facile la prima, la miccia è stata accesa, sarebbe ancora peggio implodere su sé stessi