Strazianapoli, una stagione da dimenticare

Non era di certo la stagione che si aspettavano i tifosi del Napoli, come di certo anche la dirigenza azzurra. Una squadra reduce dalla storica vittoria del terzo scudetto, arrivata dopo 33 anni, ma che ormai sembra lontana anni luce. Ieri gli azzurri sono durati poco meno di 10 minuti, infatti il Bologna ha raggiunto il raddoppio al dodicesimo minuto del primo tempo, senza mai doversi veramente opporre ad una reazione concreta degli ex campioni d’Italia, più bravi a sprecare. Alla fine i festeggiamenti per la Champions League raggiunta, quell’obiettivo tanto voluto da De Laurentiis, ma festeggiato dagli emiliani. Una sorta di legge del contrappasso.

Una stagione straziante per i tifosi azzurri, che adesso attendono solo le ultime due gare, contro Fiorentina e Lecce, fortuna che quest’utlima è già salva, per poi sperare in un futuro migliore. Il primo resposabile di certo è il presidente Aurelio De Laurentiis, fautore della distruzione, ma se la società ha colpe di certo i calciatori non sono esenti dalle stesse. Per non parlare dei tre allenatori, forse solo Calzona ha responsabilità ben inferiori, del resto è il terzo allenatore di una squadra, che all’epoca del suo arrivo era ancora campione d’Italia. Domani il Napoli potrebbe ritrovarsi anche fuori dal posto in Conference League, in caso di vittoria della Fioretina col Monza.

In questa stagione sono arrivate 13 vittorie, 12 pareggi e 11 sconfitte, fino a ieri, un andamento da metà classifica per una squadra che nelle ultime dieci partite ha vinto solo una volta.

L’INUTILE SILENZIO STAMPA

Dopo la partita ai microfoni di DAZN si presenta Nicola Lombardo, resposabile della comunicazione del Napoli, che ufficializza il silenzio stampa: “Vogliamo scusarci per il silenzio. Lo ha deciso l’allenatore, il gruppo squadra. Il presidente ha accettato. Non è che non vogliamo metterci la faccia, anche perché Calzona parla ogni settimana. Dispiace per i tifosi che sono i clienti del club, l’anima e il cuore. Tristezza e dolore per la situazione, perché i tifosi ci sono sempre vicini”. Una scelta abbastanza intuile visto che mancano solo 180 minuti alla fine della stagione, ma questo fa capire che la polveriera azzurra potrebbe anche scoppiare.

LA RICOSTRUZIONE

Che sia Conte, Pioli, Gasperini e chissà chi altro ancora offerto al presidente, che di certo avrà una lista di altri 40 e passa allenatori, sperando che non risponda come con Thiago Motta alla domanda sul direttore sportivo: “Ci sono io, non ti basto?”. Chiunque arriverà sulla panchina dei partenopei dovrà ricostruire tanto e con intelligenza, ma soprattutto con un direttore sportivo, che sarà sicuramente Manna, con maggior libertà di movimento sul mercato.