Storie di derby – Juve Stabia – Scafatese 2010: quando il canarino punse la vespa

Di Pasquale Formisano

Foto di StabiaChannel

Il canto del cigno della Scafatese professionistica arrivò nella stagione 2009/10, quando riuscì a imporsi in trasferta al “Romeo Menti” di Castellammare vincendo 0-2 contro la fortissima Juve Stabia, all’epoca capolista (e poi vincitrice con merito) del campionato di Serie C2.

In realtà tra vespe e canarini c’erano stati gol e spettacolo già nel match di andata, in un “Comunale 28 Settembre 1943” di Scafati pieno all’inverosimile che non aveva premiato né la formazione di Massimo Rastelli né quella di Pasquale Esposito: due volte in vantaggio gli ospiti con gol di Vicentin e Marano, due volte bravi a non mollare la presa i padroni di casa con Corsale e Pignatta, con la traversa interna colpita dallo stesso Corsale nei minuti di recupero su calcio di punizione.

Un pareggio che lasciava l’amaro in bocca alla Juve Stabia, che aveva bisogno dei tre punti per rilanciarsi nella sua rincorsa al Catanzaro, che nel frattempo era volato a + 6 grazie al poker rifilato a domicilio al Gela, ma che aveva però strappato gli applausi degli amanti del calcio, che finalmente avevano potuto assistere a quel derby 18 anni dopo l’ultima volta. Soddisfatti erano anche gli addetti ai lavori della compagine canarina, che stazionava ben 6 punti oltre la zona play out e, addirittura, cominciavano quasi a intravedere i play off all’orizzonte.

Quando l’11 aprile 2010 le due formazioni scesero in campo al Menti per il match di ritorno, però, la situazione era molto cambiata: i problemi economici e societari della Scafatese avevano influito molto sulla situazione dei canarini, nel frattempo passati dalla guida di Pasquale Esposito a quella di Marco Rossi, attuale commissario tecnico dell’Ungheria, che avevano nel frattempo dilapidato i sei punti di vantaggio sulla zona play out e iniziavano a vedere le nubi della non iscrizione al campionato della stagione seguente; la Juve Stabia, d’altro canto, con un ruolino impressionante e un gioco solido e divertente, si era portata in vetta non solo recuperando tutto lo svantaggio sul Catanzaro ma, addirittura, aveva staccato di ben 5 lunghezze la compagine calabra e aveva iniziato il conto alla rovescia per la matematica risalita in C1.

Doveva essere una sfida senza storia, ma quella primavera del 2010 era ricchissima di sorprese: il calcio italiano stava iniziando a vivere la sua prima cavalcata verso il triplete, cosa mai successa prima nella storia del football nazionale, e lavorava anche per gli imminenti mondiali di Sudafrica, in cui gli azzurri di Lippi dovevano provare a difendere il titolo conquistato 4 anni prima, il governo Berlusconi iniziava a mostrare crepe sempre più evidenti che sarebbero culminate con la caduta dell’anno successivo e, sul prato in terra battuta del Menti, la Scafatese di Marco Rossi si impose con un netto e inequivocabile 0-2 sulla Juve Stabia di Rastelli, permettendo al Catanzaro di riportarsi momentaneamente a -2 con 3 giornate ancora da giocare e riaprendo a tutti gli effetti il campionato.

Il mattatore del match è Napoli, in una giornata in cui sembra Re Mida: tocca due palloni soltanto, ma li trasforma entrambi in oro, per una doppietta che vale tre punti fondamentali per la corsa salvezza. Salvezza che puntualmente arriverà a Scafati qualche domenica dopo, matematicamente conquistata all’ultima giornata al Comunale contro il Noicattaro, con la vittoria di misura firmata Sifonetti, ma che non salverà purtroppo la Scafatese dai suoi problemi interni, dall’incubo del fallimento, fortunatamente sfumato, e dalla ripartenza addirittura dalla terza categoria. Quella con il Noicattaro è a oggi l’ultima partita ufficiale della Scafatese tra i professionisti, mentre la vittoria in trasferta al Menti è il suo canto del cigno.